La scuola italiana nel mirino di una controriforma che da strisciante si sta facendo arrogante
Si è svolta a Udine presso la sala CGIL via GB Bassi la presentazione del libro scritto ad otto mani, dal titolo “La controriforma permanente – La scuola italiana tra mercato e guerra”. Il volume è curato da Luca Cangemi. Nel corso dell’incontro sono intervenuti in qualità di co-autrice e co- autore Marina Boscaino e attraverso un contributo in video, Antonio Mazzeo. I lavori sono stati moderati da Dianella Pez del Comitato Fvg per il ritiro di ogni autonomia differenziata. L’evento è stato occasione anche per un focus anche sulla realtà del Fvg e sui pericoli della regionalizzazione che si vorrebbe istaurare da parte del centrodestra, il tutto partendo dal libro che di fatto è una sorta di commento guidato sulla storia evolutiva, anzi involutiva, della Scuola italiana. Del resto l’incontro è stato organizzato proprio dal Comitato Fvg per il ritiro di ogni autonomia differenziata, per l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti, ed è inutile dire che l’attacco alla scuola è uno dei maggiori rischi che l’idea dell’autonomia regionale spinta si porta dietro. In gioco ci sono effettivamente questioni come la libertà di insegnamento ed il diritto degli studenti e delle studentesse ad avere una offerta formativa in linea con i principi della Costituzione e non una scuola che si vuole fare azienda e che all’estremo propone percorsi di “scuola-lavoro” che altro non sono che l’addestramento allo sfruttamento e alla precarizzazione con oggi perfino derive belliciste. Un processo devastante che ha avuto inizio da tempo attraversando, purtroppo, governi e maggioranze politiche diverse, ma che sta trovando oggi, in un’Italia governata dagli eredi dichiarati del fascismo, il massimo dell’accelerazione. Per non parlare poi dei venti di guerra che soffiano impetuosi e che aiutano alla creazione di una concezione della formazione in piena accettazione delle logiche belliciste e della forza. In sostanza il mondo della scuola oggi è sottoposto ad un’ulteriore intensificazione di politiche devastanti, sul piano materiale e ordinamentale, ma soprattutto vede un’offensiva ideologica reazionaria, guidata dal ministro Valditara e accompagnata da un clima repressivo preoccupante. Quello che si sta paventando è un modello di scuola deculturata, aziendalizzata e verticalizzata, al servizio delle peggiori politiche neoliberiste.
In sostanza al di là del libro che certamente potrebbe diventare, come già accennato, una precisa guida ragionata su quanto accaduto nel passato e su quanto potrebbe concretizzarsi in futuro. Per questo, è stato detto nel corso dell’incontro, è importante non rassegnarsi solo a resistere ma anzi rilanciare la sfida attraverso un rinnovato impegno culturale e politico. In sostanza quello della battaglia per la scuola dovrebbe diventare uno dei pilastri di una nuova politica generale di liberazione.




