La Slovenia ha un nuovo Governo. Un centro-sinistra di minoranza con appoggio esterno della sinistra. Il commento della senatrice della minoranza slovena in Italia Rojc

Il parlamento sloveno ha votato ieri la fiducia al nuovo governo moderato di centro-sinistra guidato dal nuovo premier Marjan Sarec. I voti a favore sono stati 45, sui 90 seggi di cui è composta l'Assemblea. A sostenere l'esecutivo dall'esterno però saranno i deputati della Sinistra. "Ora è arrivato il momento di iniziare a lavorare, ci aspettano molti impegni importanti", ha detto Sarec dopo la votazione. Il suo esecutivo di minoranza conta sui voti dei partiti che hanno firmato l'accordo di coalizione a inizio mese - Lista civica Marjan Šarec (LMŠ), Socialdemocratici (SD), Partito Moderno di Centro (SMC), Partito di Alenka Bratusek (SAB) e Partito dei pensionati (DeSUS) - e dei due rappresentanti delle minoranze autoctone italiana e ungherese. Sinistra (Levica) aveva dichiarato la sua volontà di non entrare nella squadra di governo, ma di offrire un appoggio esterno e si è quindi astenuta in sede di votazione. Per questo pur con le difficoltà del caso è stato possibile che il nuovo governo ottenesse la fiducia dell'aula.
Nel discorso di presentazione dei sedici componenti della squadra di governo, Šarec ha citato come prioritario l'intervento sul sistema sanitario nazionale, considerato inefficiente e macchinoso. L'ex sindaco di Kamnik, ex imitatore con un passato da giornalista radiofonico ha poi respinto le critiche arrivate nelle settimane scorse dal mondo imprenditoriale, negando di voler aumentare l'imposizione fiscale sul profitto, un punto che diversi osservatori riconducono alla partecipazione di Sinistra alla vita dell'esecutivo. "I danni maggiori all'economia sono stati fatti da una cattiva gestione di aziende un tempo floride", ha osservato Šarec.

Critici i partiti di opposizione, che ritengono troppo vulnerabile l'esecutivo. "Ogni giorno di vita di questo governo sara' un giorno di opportunità perse per la Slovenia", ha detto nel suo intervento il leader conservatore del Partito Democratico (SDS), Janez Jansa, che è anche il maggior rappresentante dell'opposizione. Non solo per la difficoltà di gestire cinque partiti eterogenei, oltre a Sinistra, ma perché "le posizioni di questo governo riciclano quanto detto e fatto negli ultimi quattro anni", che, secondo Jansa, rivelano la totale mancanza di obiettivi per il bene del paese.
In Italia c'è da registrare il commento della senatrice espressione della minoranza slovena Tatjana Rojc: "Auguriamo al nuovo Governo della Repubblica di Slovenia di lavorare assicurando ai cittadini crescita nella stabilità, continuando a guardare all'Europa e stringendo sempre più solidi rapporti con l'Italia". "A un esecutivo con ministri di grande esperienza, guidato dal premier più giovane nella storia della Repubblica slovena - ha osservato Rojc - viene assegnato un compito difficile in un periodo di incertezze. Ma ci sono segnali che fanno confidare nella capacità di non perdere punti di riferimento: ad esempio con Cerar agli Esteri sicuramente sarà continuata la collaborazione fattiva con l'Italia e con il Friuli Venezia Giulia, con cui condividiamo il confine e molti progetti, oltre a una lunga storia".
Per Rojc "è interessante l'approccio del nuovo ministro per i Beni culturali Presicek, che ha proposto di aumentare fattivamente il sostegno economico agli artisti indipendenti e che vuole dare grande attenzione a progetti culturali di respiro internazionale".

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