La Svezia cresce al 4%, economia “da rifugiati”

Tra le tante notizie poco incoraggianti (tra cui la presa di coscienza di un rallentamento dell’economia globale avvenuta al G20 a Shanghai), si segnala anche una novità decisamente positiva: la crescita superiore al previsto per l’economia svedese. Nel quarto trimestre dell’anno scorso, secondo i dati diffusi oggi dall’istituto nazionale di statistica, si è registrato un incremento su base mensile del Pil dell’1,3% che diventa +4,5% su base annua. Il dato per l’intero 2015 è un consistente +4,1%. A trainare l’economia scandinava, la cui performance è quasi doppia rispetto al 2,3% del 2014, sono stati i tassi di interesse bassissimi (0,50%) e un aumento della spesa pubblica dovuto alla gestione dell’emergenza immigrati. In particolare, sul fronte della domanda nel quarto trimestre si è registrato un +2% congiunturale per quanto riguarda gli investimenti e un +0,9% per quanto riguarda i consumi, sia pubblici che privati, sostenuti appunto dall’afflusso migratorio. In decisa crescita anche l’export (+2,9% sul terzo trimestre), si tratta di segnali positivi che non si vedevano dall’esplosione della crisi. «Tutte le componenti del Pil – ha spiegato il capo analista di Nordea Bank, Andreas Wallstrom – hanno sorpreso al rialzo nel quarto trimestre, evidenziando che la crescita ha basi ampie».

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