La tutela del patrimonio storico friulano, tra guerre e terremoto nei documenti dell’Archivio di Stato di Udine

Domenica 8 ottobre 2017 il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha promosso l’iniziativa denominata Domenica di carta, per favorire la conoscenza di archivi e biblioteche, con aperture straordinarie ed attività diverse.
Il tema conduttore di quest’anno è quello della tutela del nostro patrimonio storico-artistico, così come recita l’art. 9 della Costituzione Italiana: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

In tale occasione l’Archivio di Stato di Udine sarà aperto al pubblico (domenica 8 ottobre, dalle ore 15.00 alle ore 19.30) per presentare documenti e fotografie che testimoniano quali siano stati i provvedimenti adottati nel corso delle due guerre mondiali per proteggere opere d’arte, monumenti, archivi e biblioteche del Friuli, tra mille difficoltà, dubbi, reticenze, ma anche grande coraggio di alcuni funzionari dell’epoca.
In effetti se il problema della tutela del patrimonio storico-artistico risulta particolarmente complesso nel territorio italiano, disseminato di grandi e piccole opere di valore, lo è ancora di più in Friuli, in quanto terra di confine, soggetta a dominazioni straniere, zona di transito di truppe, teatro di guerra e di occupazione nemica, ed oltretutto anche zona sismica.
Nel corso delle due guerre mondiali le disposizioni ministeriali fornivano le indicazioni sulle varie procedure previste: raccogliere opere d’arte e documenti nei sotterranei di musei e biblioteche, murare le porte, proteggere edifici e monumenti con impalcature di legno e sacchi di sabbia, oppure imballare e trasportare opere d’arte, antichi codici e documenti in sedi appositamente individuate.
Tra il 1915 e il 1917 molti materiali vennero trasferiti dal Friuli alla Toscana, mentre all’inizio della seconda guerra mondiale erano state concentrate nella Villa Manin di Passariano centinaia di casse contenenti le opere storico-artistiche più preziose, provenienti da tutta la regione.
Gli atti dell’Archivio di Stato di Udine e le fotografie gentilmente fornite dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia e dalla Fototeca dei Civici Musei di Udine testimoniano questa attività.
Alcuni progetti del Genio Civile di Udine ricordano poi l’impegno per la ricostruzione di edifici pubblici e di culto dopo la seconda guerra mondiale, mentre tra i documenti prodotti dall’Archivio stesso troviamo i riferimenti alle iniziative adottate dal Ministero per i beni culturali e ambientali, a seguito del terremoto del 1976, per salvare il delicatissimo patrimonio archivistico, spesso rimasto esposto alle intemperie, sotto le macerie dei tetti crollati.
Infine alcuni preziosi documenti testimoniano un’altra forma di salvaguardia e tutela: quella condotta dall’Amministrazione archivistica, per recuperare sul mercato antiquario la documentazione storica messa in vendita dai privati.

L’iniziativa è curata dalla dr.ssa Lucia Stefanelli, con la collaborazione di Laura Cerno e di Carla Sava.

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