La verità sulle “mascherine”, falso problema frutto di isteria collettiva? Almeno secondo le disposizioni dell’Oms

In questa brutta vicenda del coronavirus c'è un elemento, diventato un tormentone che è stato trattato maldestramente a tutti i livelli. Parliamo del tema “mascherine” trattato fin dall'inizio in maniera sbagliata, usato come mezzo propagandistico per colpire a fasi alterne il governo, la protezione civile, singole Regioni e Comuni e.... viceversa. Il tutto è un errore di comunicazione colossale che ha provocato una isteria collettiva,  per il fatto che si è preferito dare voce, su giornali, talk show e dirette Facebook, ad esperti che più che certezze scientifiche dispensavano opinioni spesso contraddittorie. Il risultato di questo zibaldone di narrazioni è stato che si è generata nei cittadini, ma anche negli amministratori, la sindrome della mascherina.... Eppure sarebbe bastato diffondere in maniera capillare le raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità che sono chiarissime ed avrebbero consentito, se applicate, di dare le protezioni a chi ne aveva davvero bisogno e probabilmente di evitare parecchi contagi fra il personale sanitario impegnato in prima linea in questa battaglia, e come se in una guerra si mandassero le munizioni nelle retrovie invece che in trincea. L’Organizzazione mondiale della sanità infatti raccomanda di indossare una mascherina solo se si sospetta di aver contratto il coronavirus, e in presenza di sintomi quali tosse o starnuti. Punto. Il resto sono libere interpretazioni, non fosse così non si capirebbe il perchè tutte le sanità del mondo, Ministero della salute italiano compreso dicono di fare riferimento a quella autorità internazionale. Ed invece da diversi giorni in molti e in tutta Italia, politici compresi, hanno iniziato ad indossare mascherine chirurgiche o addirittura quelle dotate di filtro (che fra l'altro non tutte sono efficaci a bloccare i virus) per provare a isolarsi dal nuovo coronavirus (SARS-CoV-2). Una decisione dettata dalla paura e da un’informazione spesso poco chiara e lineare che fra l'altro priva di questi importanti presidi chi ne ha davvero necessità e fra questi non vi sono ovviamnte solo medici e infermieri, ma anche il personale delle pulizie di mensa, gli addetti all'assistenza nelle case di riposo. Diciamo subito che regna molta confusione, sia per quanto riguarda i contesti in cui è meglio utilizzarle, sia per quanto riguarda la loro efficacia. Fra l'altro indossarne una in un contesto dove magari non è strettamente necessaria può dare un falso senso di rassicurazione e far abbassare la guardia sulle altre misure. Averla addosso ci può portare inconsciamente ad avvicinarci troppo agli altri, cosa comunque da non fare con o senza mascherina. In realtà in questa folle corsa alla presunta autoprotezione  non si sono tenute in conto le reali  raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità che a questo proposito, ed i generale sulle precauzioni anti-contagio, è chiarissima. Riepiloghiamo quelle ad esempio relative ai lavoratori che per necessità devono recarsi in azienda, per gli altri se rimangono in casa come disposto in Italia, ovviamente le mascherine sono inutili così come sono contraddittorie le distribuzioni che Regioni e Comuni si apprestano a fare. Se le persone "devono" restare a casa e solo uno è demandato a fare la spesa, a che serve fornire mascherine a tutti se non a "farsi politicamente belli" dinnanzi al proprio elettorato?  A meno che non si pensi che guardare la Tv, dormire siano attività a rischio contagio.

Spiega Oms ai lavoratori:
Rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre oltre 37.5° o altri sintomi influenzali e chiamare telefonicamente il proprio medico di famiglia o numeri verdi nazionale 1500 o della vostra Regione. Solo in caso di emergenza, aggravamento dei sintomi respiratori, usare i numeri 112 o 118.
• In caso di sintomi non entrare o permanere in azienda e dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a
rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti,etc.)
• lavarsi spesso le mani preferibilmente con acqua e sapone per almeno 60 secondi, secondo procedura nota, oppure in luoghi privi di acqua corrente, con soluzione idroalcolica;
• mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;
• starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie; coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
• evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri;
• non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
• gli spostamenti all’interno del sito aziendale devono essere limitati al minimo indispensabile e nel rispetto delle indicazioni aziendali;
• non sono consentite le riunioni in presenza. Laddove necessarie, nell’impossibilità di collegamento a distanza, dovrà essere ridotta al minimo la
partecipazione necessaria e, comunque, dovranno essere garantiti il distanziamento interpersonale e un’adeguata pulizia/areazione dei locali.
Insomma gran parte di questi comportamenti dovrebbero fra l'altro essere patrimonio di educazione igienica anche al di là del covid-19, ma soprattutto alla domanda devo indossare la mascherina? L'Oms risponde NO. In condizioni normali di lavoro a distanza di almeno un metro dai colleghi; SI, qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non
siano possibili altre soluzioni organizzative.
Interessante è il grafico che spiega chi e come deve usare le mascherine. Si fosse diffuso questo a Presidenti di Regione, Sindaci, sindacati  ed autorità in genere, la corsa alle mascherine si sarebbe potuta evitare fornendola soprattutto a chi ne ha effettiva necessità.