La voglia del mattone ha preso la mano beccati 38 “furbetti” del contributo prima casa

I controlli sui possibili furbetti del contributo prima casa erano stati annunciati da tempo, ora il Comando Provinciale Guardia di Finanza di Udine li ha concretizzati avviando indagini ed un vero e proprio monitoraggio a tappeto sui soggetti percettori di finanziamenti a fondo perduto concessi dalla Regione Friuli Venezia Giulia a persone fisiche residenti per l’acquisto della “ prima casa”.
Come è noto si tratta di un particolare finanziamento che privilegia i residenti in Fvg, prevedendo forme di intervento di edilizia agevolata attivata da soggetti privati finalizzata alla costruzione, acquisto o ristrutturazione di abitazioni.
Tali erogazioni non spettano a tutti indistintamente, ma sono concesse nell’ambito di un processo valutativo che prevede, recita la norma, due requisiti essenziali: una soglia di reddito minima, da certificare tramite presentazione del modello Isee e la residenza diretta nella casa oggetto del finanziamento. Insomma i beneficiari sono obbligati ad abitare nell’immobile destinatario del finanziamento (entro un anno) e che lo stesso non può essere né locato né alienato a soggetti terzi.
Ora dalle indagini svolte dalle Fiamme gialle con incroci di banche dati, si è scoperto che non tutti erano in regola con i parametri voluti dalla legge. In particolare sono state evidenziate diverse e gravi situazioni, considerate non episodiche, di indebite contribuzioni erogate dalla Regione Fvg.
Secondo la Gdf i richiedenti, dissimulavano ad esempio la composizione del nucleo familiare al fine di ridurre artificiosamente il reddito complessivo isee (un classico era inserire nonni o parte nel nucleo familiare anche se in realtà abitavano in altro luogo). Vi sono poi soggetti che presentavano situazioni reddituali diverse da quelle certificate per la richiesta di contributi omettendo di indicare in tutto, o in parte, patrimoni mobiliari e immobiliari, o ancora dichiaravano inesistenti “stati di bisogno” previsti in relazione a soggetti in condizione di debolezza economica ottenendo conseguentemente l’importo massimo del contributo (25.550 euro).
Altri richiedevano il contributo, sulla scorta di residenze esistenti esclusivamente sul piano formale che sono state smascherate dalle fiamme gialle.
In tali casistiche alcuni nuclei familiari, sebbene già proprietari di altre unità immobiliari ne acquistavano delle altre (beneficiando della sovvenzione regionale) sulla scorta della residenza, sostanzialmente di comodo di un loro membro.
Fra l’altro ad insospettire era il fatto che questo avveniva più diffusamente nelle aree turistiche dove sostanzialmente venivano finanziati dalla regione proprietari di “seconde case vacanza” riconducibili a nuclei familiari che già disponevano di abitazione principali in altri Comuni dove avevano tutti “reale” e “stabile” domicilio.
Alla conclusione delle indagini sono stati individuati 38 soggetti che hanno percepito contributi stanziati per complessivi 823.000 euro senza averne titolo.
Le indagini sono state condotte in sinergia con la Regione Friuli Venezia Giulia cui sono state comunicate le irregolarità riscontrate al fine di revocare i finanziamenti e richiedere la restituzione delle agevolazioni indebitamente concesse.
Ma i furbetti non se la caveranno solo con la restituzione di quanto indebitamente percepito, sono stati infatti segnalati alla Procura della Repubblica di Udine o alla Prefettura per le analisi del caso. Infatti, hanno spiegato dalla Gdf a seconda dell’importo percepito sono previste sanzioni amministrative o penali per chi omette o dichiara elementi falsi nelle domande tese a godere di erogazioni pubbliche.