Lago di Cavazzo. Gli ex sindaci: “basta espedienti dilatori della risoluzione del suo grave degrado”

Il tavolo tecnico denominato Laboratorio Lago dei Tre Comuni istituito con L.R. 6 agosto 2019 presso l’Assessorato all’ambiente al fine di individuare le criticità del lago e proporre le conseguenti soluzioni finalizzate a recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso, ha proposto ben tre varianti di bypass del lago: tubazione o più tubazioni posate sul fondale del lago, galleria nel versante orientale, galleria nel versante occidentale. Tali bypass, convogliando lo scarico della centrale idroelettrica di Somplago direttamente a valle del lago, garantivano il ripristino della sua naturalità e fruibilità, anche turistica, in conformità al Piano Regionale di Tutela delle Acque (PRTA). Così spiegano la situazione in una dichiarazione congiunta: Franceschino Barazzutti, già sindaco di Cavazzo Carnico; Ivo del Negro, già sindaco di Trasaghis, presidente dell’Ecomuseo della Val del Lago; Enore Picco, già sindaco di Bordano e Claudio Polano, già vicepresidente della Comunità Montana del Gemonese.

Il primo espediente.
A seguito della contrarietà a ogni variante di bypass espressa dal Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana che, ben protetto nell’assessorato all’ambiente, vuole mantenere, gravandolo di un’ulteriore servitù, a suo uso e consumo il lago con la costruzione di una condotta dallo scarico del lago alla sua rete di canali, le tre varianti di bypass del lago sono finite in un cassetto.
Come se non bastasse, l’assessorato con uno stanziamento di 50.000 euro ha incaricato di esaminare l’interazione – già ben nota a tutti – tra la centrale idroelettrica e il lago lo Studio Pantidro di Cuneo, il quale ha concluso che il bypass del lago è negativo e quindi piuttosto che separare la centrale dal lago è meglio mitigare gli effetti della loro coesistenza. Sarebbe la convivenza tra il carnefice e la vittima! Inoltre lo Studio Pantidro propone uno pseudo bypass per convogliare lo scarico della centrale non a valle del lago ma sul fondale a metà lago e due “isole d’acqua” sulla riva nord e sud del lago. Tali proposte hanno provocato lo sdegno della popolazione della Val del Lago poiché lo snaturerebbero ulteriormente.
Il ritorno dei bypass.
Grazie alla costante azione degli amministratori e della popolazione della Val del Lago e il sostegno di alcuni volenterosi Consiglieri regionali nel novembre 2024 veniva approvata dal Consiglio regionale la mozione n.76 che ha segnato il ritorno sulla scena del bypass con l’aggiunta ad esso di una valvola di regolazione idonea a riversare dallo stesso bypass acqua nel lago per mantenerne il livello in caso di estrema siccità.
La mozione n.76 impegna la Giunta:
– a dare concreto seguito alle valutazioni tecniche e a cominciare l’opera di reintegro della naturalità del lago e di restituzione della sua fruibilità, come previsto dal Piano Regionale di Tutela delle Acque e come richiesto dalle comunità rivierasche e del comprensorio;
– a valorizzare il più grande lago della regione, patrimonio ambientale da cui dipende lo sviluppo sociale ed economico di un territorio che sta già patendo pesanti impatti negativi, quali la centrale idroelettrica, la destinazione a discarica dello smarino della più pescosa parte nord del lago, l’autostrada con il mastodontico viadotto, l’oleodotto e relativa stazione di pompaggio ora funzionante a metano.
Il secondo espediente.
A quasi un anno dall’approvazione della mozione n.76 la Giunta regionale non ha dato seguito al disposto della mozione, ma invece ha conferito l’incarico del costo di 166.676,40 euro all’Università di Trento per studi il cui fine è la distrazione dal vero bypass e recuperare il già citato pseudo bypass oggetto di una tesi di laurea e fatto proprio dallo Studio Pantidro di Cuneo.
Come se ciò non bastasse, al Consorzio è stato erogato dallo Stato 1 milione per la progettazione della condotta e dalla Regione il decreto di concessione alla derivazione dallo scarico del lago. Tutto ciò in spregio della “contestualità” condotta consortile – bypass del lago prevista dal PRTA. Un atto di prepotenza, un’arrogante esibizione del dominio della pianura sulle acque della montagna.
Di fronte a questi ripetuti espedienti dilatori dell’assessorato regionale è necessaria un’azione coordinata dei Sindaci dei Comuni rivieraschi e del comprensorio del lago, dei 28 sindaci della Carnia sottoscrittori del documento di contrarietà alla condotta del Consorzio di Bonifica e di sostegno alla realizzazione di un bypass del lago, dei Presidenti delle Comunità di Montagna della Carnia e del Gemonese, del Presidente del Consorzio Bim del Tagliamento, delle varie associazioni della Val del Lago e degli stessi Consiglieri regionali che hanno approvato la mozione n. 76.
Azione coordinata e mirata a ripristinare con la costruzione di un bypass la naturalità e fruibilità del lago così come indicato dal PRTA, dagli esperti del Laboratorio Lago, dalla stessa mozione n.76, dalla deliberazione dei Consigli Comunali in seduta congiunta di Bordano, Cavazzo Carnico, Osoppo e Trasaghis, dal documento dei sindaci della Carnia, dalle associazioni ambientaliste e dalle genti della Valle del Lago e del suo Comprensorio.
Un vero bypass. Se è verità indiscussa che la rovina del lago è provocata dallo scarico in esso della centrale, allora è altrettanto vero e indiscusso che il ripristino della naturalità e fruibilità del lago è possibile solo evitando che la centrale scarichi nel lago. Quindi: il lago si naturalizza solo con un vero bypass! Nel bilancio 2026 si preveda il finanziamento della sua progettazione e costruzione!