Laguna di Marano a rischio inquinamento perenne. Depuratore di Lignano e sversamenti reflui all’ombra di microscopio e burocrazia

 

Quando un problema si trascina per anni e ripetutamente torna alla ribalta, non si può di certo parlare di casualità o di straordinarietà. Così è più che evidente che la storia della laguna di Marano, del suo inquinamento e dell'ormai famigerato depuratore di Lignano Sabbiadoro, sono questioni che diventano l'emblema dell'inadeguatezza, della pressapochezza palese di un sistema di controlli che anche quando funziona si avvita su se stesso e non provoca adeguata operatività e soprattutto conseguenze che dovrebbero esserci quando in gioco c'è anche la salute pubblica. Per dirla in maniera brutale l'impressione è che l'interesse precipuo di controllati e controllori sia quello, scusate il francesismo, di pararsi il culo a vicenda o quantomeno di lasciare che tutto rimanga nella nebulosa impalpabile burocratica del non luogo e non tempo, o meglio dei tempi e dei luoghi dei prelevamenti. Fra l'altro in questa vicenda non si può certo parlare di visionarietà ambientalista, perchè i dati e le immagini di quanto avviene sulla costa, in laguna e nel mare friulano, sono inoppugnabili. Così per l'ennesima volta torniamo a parlare del caso del depuratore di Lignano, un impianto che diverse volte è finito sotto i riflettori e di cui, come Friulisera, ci siamo occupati in più occasioni, anche recentemente, e di cui continueremo a occuparci finchè non vedremo eliminata l'escherichia coli (e non solo quella) dalle nostre acque e magari giusti schizzi della m.... che la determina colpire chi per indolenza o colpevole superficialità, non agisce come dovrebbe. La novità odierna è data da una conferenza stampa indetta dal consigliere regionale del M5S Cristian Sergo che da tempo si occupa della vicenda e che nei giorni scorsi ha portato la questione all'attenzione delle istituzioni regionali attraverso una interrogazione in Consiglio regionale alla quale ha risposto in Commissione l'assessore all'ambiente Scoccimarro. Sergo, che nel corso della conferenza stampa ha illustrato le risposte date dall'assessore,  perchè fossero messe a conoscenza dei cittadini. La questione è ovviamente complessa, con dati scientifici che come è noto sono spesso usati come una cortina fumogena perchè si capisca poco o comunque non venga data mai una risposta certa, in questo campo una cosa non sembra mai essere vera o falsa, bianca o nera, vi sono sempre sfumature da impugnare magari in forza di “scienza”. Così un parametro di legge da non superare diventa “lievemente” sforato anche quando è moltiplicato per 2, 3 o trecento volte e l'escherichia coli diventano animaletti innocui con i quali convivere felicemente visto che in presenza dell'acqua di mare farebbero harakiri ma nonprima però di  finire "filtrati" dai molluschi. Insomma più che una laguna c'è il rischio di finire in palude. Certa è invece la palude di quel guazzabuglio di carte che vengono generate in un delirio di competenze nel quale alla fine non solo nessuno e competente (nel senso della responsabilità), ma nessuno sembra rispondere di nulla. In realtà i fatti si possono sintentizzare , come fatto nel corso della conferenza stampa, nel fatto che il depuratore di Lignano funziona male e poco, è inadeguato alle portate che dovrebbe sostenere (soprattutto d'estate) ma gli sforamenti ci sono anche a novembre. Eppure nonostante la farraginosità degli atti, che sembrano ad arte voler creare confusione oscurando alcune realtà scomode, tutto questo viene fuori. Magari in maniera non lineare, ma qua e là, proprio dalla contraddittorietà dei dati e da atti che riportano date incongruenti, ma soprattutto dalla disarmante ammissione del gestore del depuratore, la Cafc , che in almeno tre occasioni documentate (che potete visionare nelle allegate foto),

racconta, con l'ingenuità tipica di chi pensa che nessuno disturberà mai il manovratore, che lo scarico delle acque del depuratore sono andate in laguna come fosse fatto normale ed imprevedibile. Inutile dire che un danno per la laguna stessa e per quanti ci lavorano c'è stato ed è altrettanto chiaro che se un semplice cittadino fosse beccato a scaricare in laguna la sentina di qualche litro di liquami di un camper passerebbe guai penali seri e troverebbe di certo un Pm implacabile che giustamente lo porterebbe a giudizio. Ma se lo sversamento lo compie il gestore pubblico di un impianto di depurazione e per milioni di metri cubi non succede nulla. Enti controllori e Procure sono colte da sonno come fossero punte dalla mitica mosca tse-tse. Ma non basta aver certificato il modo “disinvolto” con cui si sono svolti lavori e manutenzioni anche con foto aeree (già da noi pubblicate) che dimostrano come in talune occasioni l'impianto risulti non operativo e tutte le sue vasche vuote, ma vi è anche il giallo del collaudo dell'impianto stesso. Collaudo che alla fine sembra essere venuto fuori da qualche polveroso armadio. Ebbene oltre alla incogruenza di alcune date, questa carta certificatrice in realtà parla di “collaudabilità” relativa ad una portata di un quinto di quella effettiva dell'impianto. Insomma per spiegare meglio la portata dovrebbe essere 1800 ma solo per 300 risulta collaudabile. La domanda di dove finiscano quattro quindi delle acque, di quale qualità abbiano e soprattutto di quali danni provochino all'ambiente marino e ai suoi abitanti, appare spontanea, come palese e drammatica appare la risposta che rischia di portarci alla conclusione di andare in vacanza in montagna anziché al mare e di mangiare bistecche anzichè molluschi e pesci.

Ma siccome non di sola escherichia coli si muore, il problema degli sversamenti di reflui da impianti di depurazione, quello di Lignano Sabbiadoro ma anche di San Giorgio di Nogaro, non è il solo. Un problema altrettanto pesante è dato dalla confluenza in laguna dei canali collettori delle campagne. A spiegarlo è stato il biologo Cristiano Mauro, presente alla conferenza stampa che ci ha confermato quanto ci aveva raccontato alcune settimane fa e cioè che non solo di reflui fognari ci si ammala, ma che “la direttiva nitrati parla chiaro, non si può sversare in un bacino afferente cioè la laguna dei reflui che abbiano dei determinati valori di composti azotati (quelli provenienti dalle campagne). Questi sversamenti comportano la eccessiva quantità di nutrienti in laguna provocando crescita eccessiva di fitoplancton e macrofite (Ulva lactuca) che una volta depositata sul fondo soffoca gli organismi nel fondale e le praterie a fanerogame. I batteri aerobi che degradano la sostanza organica consumano l’ossigeno disponibile nella colonna d’acqua, abbassandone la quantità disponibile per per gli organismi che popolano la laguna, dai pesci, agli avannotti, alle uova di pesci e invertebrati. Queste macrofite occludono i sistemi di pesca tradizionale e si depositano lungo le reti impedendo la cattura del pesce perché la putrescenza e la mancanza di ossigeno costringono i pesci a spostarsi in altre aree. Inoltre la reossigenazione di sedimenti anossici provoca la metilazione del mercurio, che arriva fino al consumatore finale che è l’uomo".  Insomma uno scenario da incubo.

Ora venuti ulteriormente alla luce gli “altarini” la speranza è che l'annunciato, dall'assessore Scoccimarro, “tavolo” sulla vicenda funzioni per risolvere i problemi e non per ricominciare le dissertazioni come in un perenne gioco dell'oca. Scoccimarro ha dichiarato ai microfoni Rai che il tavolo servirà “ad approfondire la problematica e, una volta delineato il quadro generale, si provvederà a costituire un gruppo di lavoro interdisciplinare tra più enti al fine di trovare una risposta certa e chiara che permetta di mettere in atto tutti i presidi necessari, evitando che situazioni spiacevoli come quelle della scorsa estate si verifichino nuovamente". Tante belle parole in politichese messe una dietro l'altra che, speriamo, assumano un significato, noi che pur essendo inguaribili ottimisti abbiamo un fondo di pessimismo della ragione, temiamo che alla fine si tratti  del solito giro di valzer. Forse più che un tavolo, ci costa dirlo perchè non siamo giustizialisti, servirebbe qualche avviso di garanzia.

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