L’America del “vaffa” si ribella e sceglie Trump

Populismo? No, qui si rasenta il razzismo. Dopo una campagna elettorale del genere vien da chiedersi se negli States, con la vittoria a sorpresa di Donald Trump (come, a suo tempo, quella dell'ex attore Ronald Reagan), è davvero finita la stagione dei veleni. Il fatto è che nella società americana, specialmente da parte dei giovani, sta emergendo (e su questo ha giocato il tycoon sbucato in politica dal nulla, anzi dai miliardi) una pericolosa frustrazione di fronte all'aggrovigliarsi dei problemi. Pensano che il sogno americano è finito, che è svanita la possibilità di uscire dalla propria classe sociale. E quindi molti han ritenuto fosse meglio un “Vaffa!” di un inscatolamento nell'apparato.
Dagli yankees, usciti ieri dai seggi in cui hanno votato il loro 75° Presidente, è venuto infatti una doppia certezza. Il pronosticato tris di Hillary (prima donna capo dello Stato negli Usa, prima ex First Lady e prima ex leader della diplomazia yankee) ci sarebbe stato se lei avesse avuto un altro cognome? Lui è Bill, ex Presidente, da oggi mancato primo “First Man” Usa (nel Regno inglese si parlerebbe di “Principe consorte”.
Il secondo dubbio è invece: ce l'avrebbe fatta se non avesse snobbato il concorrente? Ha definito “il nulla” il magnate giunto al confronto finale nonostante l'opposizione di gran parte del suo stesso partito repubblicano.
Anche lei aveva numerosi scheletri nell'armadio. Intanto è tutt'altro che simpatica. Poi c'è stato il perdono delle 'corna' del marito Bill con una ragazzina, col solo intento di non abbandonare le leve del potere, quindi le mail compromettenti dal suo computer personale, infine i silenzi sulla sua malattia.
Ma nulla al confronto di Trump. Lui è come una canaglia cui si offre da bere per levarselo di torno e nessuna persona sobria si sognerebbe di affidargli la guida della prima Potenza del mondo.
E invece… L'immediato tonfo delle Borse è l'immagine dello sconcerto.
Basta sfogliare le sue idiozie: i messicani sono violentatori da cacciare, non vanno ammessi negli States tutti gli aderenti alla religione islamica. Poi ha incitato all'odio razziale, ha detto che le armi atomiche vanno usate, ha applaudito Vladimir Putin, ha invocato il protezionismo economico, ha dichiarato che il riscaldamento globale del Pianeta è frutto di un complotto ordito dalla Cina, ha detto che non avrebbe riconosciuto l'eventuale vittoria della sua avversaria, che anzi dovrebbe essere incarcerata, ha proposto di punire le donne che abortiscono e si è vantato di essere un “predatore sessuale” avendo molestato ben 12 donne. Dulcis in fundo: sei volte ha dichiarato bancarotta e si è autolodato per non avere pagato le tasse sul reddito.
Oltre a Hillary c'è un secondo sconfitto: Barack Obama. L'ha sostenuta con passione così come il 'no' alla brexit. A questo punto, visti i risultati e l'appoggio a Renzi, per Matteo ci sarebbe da far gli scongiuri,
Peggio ancora, per i democratici, il voto per l'intera Camera, un terzo dei senatori e molti governatori. Eppure Hillary, a differenza del tycoon, aveva il sostegno di tutto il partito, anche di Sanders, esponente della Sinistra, sconfitto alle primarie e poi disciplinatamente schieratosi al suo fianco.

Augusto dell'Angelo