Land Poetry: l’arte monumentale e provocatoria per misurare la libertà dell’informazione in Italia
“Abbiamo ormai constatato che la realizzazione di slogan poetici monumentali riesce a catturare l’attenzione dei giornalisti e dei lettori. Questo avviene per due motivi: da un lato la natura provocatoria dell’installazione, dall’altro la dimensione stessa dell’opera, che spinge alla riflessione. È lo stesso meccanismo che si attiva quando vengono realizzate gigantesche opere di street art sulle facciate dei palazzi, dal momento che tutto ciò che si presenta fuori scala è capace di sorprendere e incuriosire. Per queste ragioni, considero queste installazioni non solo come atti artistici, ma come veri e propri test culturali, come degli strumenti per sondare il grado di apertura e di libertà dei canali dell’informazione in Italia. L’arte diventa così un indicatore, una lente attraverso cui osservare e valutare la libertà.”
Dopo il quarto evento che abbiamo realizzato di Land Poetry, possiamo dire che da parte nostra si è aperta una nuova fase. Non parlerei propriamente di trasformazione, ma sicuramente di una maggiore consapevolezza. Siamo maturati, anche grazie al confronto tra di noi, e pertanto abbiamo un’idea più chiara dell’obiettivo che vogliamo perseguire. I nostri interventi sono nati con una forte carica provocatoria: abbiamo utilizzato i giornali ( strumenti impiegati per veicolare il pensiero dominante ) come fossero tanti blocchi di Lego, per costruire titoli e slogan di controinformazione. Il nostro intento era, ed è tuttora, quello di diffondere contenuti di pace contro ogni forma di conflitto, ma anche portare avanti una campagna di sensibilizzazione sui diritti dell’uomo e dell’ambiente.
Con il tempo, tuttavia, ci siamo resi conto che il potenziale espressivo di questo linguaggio va ben oltre la provocazione, e che effettivamente c’è un bisogno reale di linguaggi alternativi e di forme artistiche che si esprimano al di fuori della rete del mainstream.
Un’altra parte fondamentale di questo percorso è stata osservare le reazioni delle testate giornalistiche. Alcuni giornali locali: Il Messaggero Veneto, il Gazzettino, il Friulisera, il Nord-Est, Udine Today, e diversi altri hanno risposto con attenzione, documentando le nostre iniziative. Ciò che ci ha sorpresi, invece, è stata l’indifferenza di altre testate giornalistiche, e, in particolare, di alcune storicamente vicine a posizioni progressiste o di sinistra, come per esempio Il Manifesto. Non nascondiamo una certa sorpresa per il mancato coinvolgimento da parte di queste testate che, per linea editoriale e filosofia, avrebbero potuto accogliere e rilanciare più volentieri il nostro messaggio. La risposta, in questi casi, sia da parte dei singoli giornalisti che delle intere redazioni, è stata un silenzio che ci ha colpiti e spinti a riflettere. Al contrario, ha mostrato apertura una testata come InsideOver, estensione geopolitica di un giornale notoriamente schierato a destra. Ammettiamo che tutto questo ci ha colti di sorpresa, ma ha altresì rafforzato in noi l’idea che la Land Poetry non sia soltanto uno strumento di espressione artistica e sociale, ma anche una sorta di test. Un modo per osservare dal vivo i meccanismi della comunicazione, dell’informazione e della ricezione mediatica. Senza pregiudizi, vogliamo vedere come reagisce l’informazione italiana a certe forme espressive, a certi contenuti, a certi messaggi.
Mathias Pds




