L’audio di Casalino con l’annuncio della megavendetta contro il Mef diventa caso politico. Salvini fa spallucce, Conte minimizza e gli M5s rivendicano le minacce. Infuriate le opposizioni

Come si dice, la toppa è peggio del buco. Con una certa dose di faccia tosta Rocco Casalino, anziché scusarsi delle frasi pronunciate contro i funzionari del Ministero delle Finanze che evidentemente non obbediscono ai diktat a pentastellati, si dice vittima di una scorrettezza, se non di un complotto: "Sta circolando un messaggio-audio che riproduce la mia voce in una conversazione assolutamente privata avuta con due giornalisti. La pubblicazione vìola il principio costituzionale di tutela della riservatezza delle comunicazioni e, nel caso fosse accertato che sia stato volontariamente diffuso ad opera dei destinatari del messaggio, le più elementari regole deontologiche che impongono riserbo in questa tipologia di scambi di opinioni. Questo dovrebbe bastare a interrompere qui le mie precisazioni". La replica dei giornalisti non si è fatta attendere: "Non siamo stati noi: ci accusano inutilmente. Il problema è il loro metodo di comunicazione", la replica di Alessandro De Angelis, vicedirettore dell'Huffpost.
In realtà il messaggio non “riproduce la sua voce” è la sua voce: questo il testo trascritto: "Nessuno mette in dubbio che il ministro Tria non sia serio; un ministro serio che si occupa dei problemi degli italiani ecco non era riferito a Tria, era un concetto più generale. Comunque se domani vuoi uscire con una cosa che può essere simpatica, la metti come che nel Movimento 5 Stelle è pronta una mega vendetta, cioé c'è chi giura (lo metti come una fonte parlamentare però eh) che se poi non dovessero uscire all'ultimo i soldi per il reddito di cittadinanza, tutto il 2019 sarà dedicato a far fuori una marea di gente del MEF. Non ce ne fregherà veramente niente, ci sarà una cosa ai coltelli proprio. Perché ormai abbiamo capito che Tria c'entra il giusto, relativamente. Qui il vero problema è che ci sono lì al ministero dell'Economia una serie di persone che stanno lì da anni, da decenni, e che hanno in mano tutto il meccanismo e proteggono il solito sistema e quindi non ti fanno capire tutte le voci di bilancio nel dettaglio quello che si possa tagliare. Perché non è accettabile che non si trovano dieci miliardi del cazzo, cioé non è che stiamo parlando di duecento miliardi ma di dieci; una manovra di venti trenta liardi la fanno tutti i governi, non c'è niente di straordinario. Il fatto che c'è questa resistenza fa capire che c'è qualcosa che non va. Noi crediamo che tutto andrà liscio ma se per caso alla fine dovesse venir fuori che i soldi non li abbiamo trovati, dopodiché nel 2019 ci dedicheremo soltanto, ci concentreremo a far fuori tutti questi pezzi di merda del MEF".
Come era prevedibile una simile dichiarazione ha sollevato un vespaio del resto solo chi è in malafede non può coglierne la dirompente forza distruttiva tant'è che anche i “quasi alleati” di Forza Italia sono indignati e parlano di comportamenti inaccettabili per bocca del senatore Maurizio Gasparri: "Se un qualsiasi altro portavoce di governo avesse fatto quello che ha fatto Casalino sarebbe stato costretto alle dimissioni immediate. Minacce nei confronti dei dirigenti del Ministero del Tesoro diffuse con whatsapp sonori per far capire chi comanda. Una vergogna assoluta. Ma Conte  e Tria possono tollerare, dopo questo episodio, che questo personaggio ricopra ancora questo incarico?”
A difendere Rocco Casalino c'è invece il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte che evidentemente non può scaricare il pupillo dei 5 stelle, messo lì come suo angelo custode per controllarne le dichiarazioni perchè cacciarlo equivarrebbe ad aprire una crisi di governo. Ovviamente difesa ufficiale senza se e senza ma, anche dal Movimento pentastellato: In un post ufficiale del Movimento sul blog delle Stelle si legge fra l'altro: "Quello che è stato ripetuto per l'ennesima volta ai giornalisti De Angelis e Salvatori da Rocco Casalino è la linea del Movimento 5 Stelle detta e ridetta in tutte le salse. Nei ministeri c'è chi ci rema contro: uomini del Pd e di Berlusconi messi nei vari ingranaggi per contrastare il cambiamento, in particolare il reddito di cittadinanza che disintegrerà una volta per tutte il voto di scambio".
La Lega da parte sua minimizza, con il leader del Carroccio Matteo Salvini che liquida la questione come "non appassionante". Ma in realtà una frecciatina è arrivata dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti che alla domanda se le parole di Rocco Casalino contro i tecnici del Mef siano gravi risponde: "Dipende se il portavoce ha il potere di cacciare i tecnici, non credo che lo abbia. Poi basta non avere il portavoce, come non ce l'ho io".

Pesantissime le dichiarazioni del PD: Secondo Serracchiani, M5S istigano a violenza:
"Molto peggio delle frasi di Casalino è la copertura politica data dal M5S: è una vera e propria istigazione alla violenza". "Il M5S ha cominciato col 'vaffa' e continua con le minacce - ha aggiunto Serracchiani - trascinando l'opinione pubblica in una pericolosissima spirale di violenza verbale, di divisioni e di prossima caccia all'uomo. Con Salvini che fa la sua parte, questa tattica rischia di sfuggire di mano a chi la usa, e di portare il Paese fuori dal diritto e dalla democrazia. Non vogliamo un'Italia dove regna la legge del più forte", ha concluso.
Rincara la dose Isabella De Monte, parlamentare europea del Pd: “Non siamo al Grande Fratello, dove la gente si caccia ed esce dalla casa. Forse il signor Casalino è rimasto ancora lì, ma almeno il premier Conte dovrebbe saperlo: lo licenzi e allontani tutti coloro che ci fanno vergognare”. Secondo De Monte “gravi sono le parole pronunciate da un dipendente pubblico, stipendiato generosamente dai contribuenti, nei confronti di un ministro e di altre persone che lavorano nelle Istituzioni. Grave è la copertura prontamente offerta dai fan del M5S, che negli anni hanno spesso dimostrato di nutrirsi di violenza verbale e istigazione all’odio. Ancor più grave sarebbe che il premier Conte facesse orecchie da mercante, dando prova di essere una marionetta nelle mani dei suoi vice e degli staff dei partiti”.
"Parole inaudite", per il segretario del Pd Maurizio Martina. "Arroganza di potere" per Nicola Zingaretti. Raffaella Paita, Pd: "Adesso che i conti vengono al pettine e che le promesse più false della storia della politica non possono essere mantenute, da Palazzo Chigi parte la rappresaglia contro il ministroTria".

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