Laura Stabile, senatrice triestina di Forza Italia: Troppa confusione sui vaccini, bisogna ritornare alla razionalità

Si continua a rinviare di fatto l’obbligo vaccinale per l’anno scolastico 2018/2019, sostituendo alla certificazione medica l’autocertificazione, rinviando e rinunciando alla certezza di avere una copertura vaccinale sicura e adeguata nei bambini degli asili e delle scuole materne. A parlare è la senatrice forzista Laura Stabile:  “Negli ultimi anni, sull’onda dell’emotività sono state grandemente amplificate alcune notizie di casi di gravi complicanze dei vaccini, creando ingiustificati allarmismi, fake news riprese e ripetute in rete, che hanno aperto la strada a movimenti contrari alle vaccinazioni. 
Bisogna tornare alla razionalità: è stato possibile rendere obbligatori i vaccini di cui stiamo parlando proprio perché la scienza ci dice che sono sicuri, ma bisogna ricordare che sono sempre dei farmaci. Sicuro non significa che gli eventi avversi, gli incidenti siano impossibili, ma che sono estremamente rari, in rapporto agli effetti positivi, in termini di prevenzione di morte o invalidità, delle vaccinazioni. Se vogliamo cercare dei paragoni, probabilmente non esistono attività umane del tutto prive di rischi, non ci possiamo illudere di essere completamente al sicuro in nessun momento della nostra vita, nemmeno mangiare, camminare per strada, guidare l’automobile… Sarebbe come pensare di non mangiare perché a una persona è andato un boccone di traverso, non camminare perché qualcuno è inciampato, non guidare…  
E’ necessario invece che le scelte della politica si basino sulle migliori evidenze scientifiche disponibili, e ve ne sono di solidissime a favore delle vaccinazioni. Alcuni esempi, solo per ricordare ancora una volta l’entità e la portata di quello d cui stiamo parlando:
Morbillo, malattia: 1 encefalite su 1000 casi, malattia grave, con mortalità e esiti invalidanti importanti; vaccino: meno di una reazione grave su 1 milione.
Pertosse, malattia: i morti si contano in unità su 100 casi fra i bambini molto piccoli, per l’attuale vaccino poche unità di reazioni gravi sul 1 milione. E’ meno pericoloso della gran parte dei farmaci che comunemente assumiamo, meno pericoloso delle arachidi a cui molti sono allergici…  In Giappone si smise di usare il vaccino della pertosse nel 1975. Nei tre anni precedenti alla sospensione dell’uso del vaccino, ci furono 400 casi di pertosse e 10 morti. Tre anni dopo la interruzione della vaccinazione contro la pertosse, ci furono 13.000 casi di pertosse e 113 morti.
Senza adeguata copertura vaccinale nella popolazione, i bambini potrebbero ammalarsi, subire gravi complicanze e alcuni morire. Ma il pericolo di un’insufficiente copertura nella popolazione è maggiore di quanto potrebbe sembrare: l’obiettivo di molte delle vaccinazioni obbligatorie è quello di raggiungere la cosiddetta immunità di gregge, che permette di proteggere non solo i vaccinati, ma di bloccare la diffusione delle malattie, e questo è di particolare importanza per i soggetti immunodepressi, che non possono essere vaccinati. Ma non solo per questi: in caso di epidemie una quantità rilevante di casi di malattia si verifica proprio fra i vaccinati, perché la protezione per il singolo non è mai del 100%, e quindi senza un’adeguata copertura vaccinale l’intera popolazione è potenzialmente esposta.
Per questi motivi l’introduzione dell’obbligo vaccinale è stata una misura di civiltà, nell’interesse prioritario dei minori, che ora si vuole rendere precaria. Probabilmente tutti noi, dato che tutti ci dichiariamo favorevoli ai vaccini, preferiremmo raggiungere l’obiettivo con l’informazione e la condivisione, ma il dibattito che vi è stato su questo tema e questi stessi rinvii, con obblighi, che però per il momento forse proprio tali non sono, o non sembrano, adesso si parla addirittura del cosiddetto “obbligo flessibile”, genera confusione nelle persone, e fa sì che genitori che in precedenza avrebbero vaccinato i loro figli senza alcun problema, ora siano comprensibilmente presi da dubbi, e questo va esattamente nel senso opposto a quello che si dichiara di voler perseguire in termini di adeguata informazione e persuasione”.

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