L’Austria per l’ennesima volta si dimostra poco amica dell’Italia. Creato corridoio turistico per la Croazia che taglia fuori il belpaese, Fvg compreso

In tempi di Unione Europea parlare di stati nemici non è certo opportuno, ma bisogna vedere se questa opinione è comune fra tutti i paesi. A vedere il comportamento dell'Austria, sia nella vicenda dei fondi europei e oggi nella chiusura dei confini con relativo corridoio turistico per la Croazia, è forte la sensazione che da Vienna le antipatie "storiche" per l'Italia si stiano riproponendo. Ovviamente la questione andrà risolta per via diplomatica ma non dimenticata, perchè l'incubo dei corridoi turistici che tagliano fuori l'Italia non sono certamente legati solo alla questione Covid  ma anche ad interessi economici precisi. Non a caso la Croazia, dove forti sono stati gli investimenti austro-germanici,  ha annunciato che apre da subito i suoi confini ai viaggiatori provenienti da 10 paesi: Austria, Slovenia, Ungheria, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Repubbliche Baltiche a causa della situazione epidemiologica giudicata "soddisfacente" mentre l'Italia sarebbe ancora "un focolaio". Almeno così la pensa anche l'Austria, dove il ministro della salute Rudolf Anschober ha affermato con schiettezza teutonica che "L'Italia è ancora un focolaio, dobbiamo essere prudenti". Intanto, martedì prossimo in Slovenia ci sarà un incontro tra gli esperti dell' Istituto superiore di sanità e l'equivalente istituzione slovena per aggiornarsi in vista della riapertura dei confini tra l'Italia e la vicina repubblica che potrebbe creare un corridoio alternativo per parte dei turisti germanici che potrebbero passare per la Slovenia per entrare in Italia, ovviamente quelli che tradizionalmente arrivavano sulla spiagge del nordest.

Pino