L’Austria ‘richiude’ il confine, gli interrogativi di Tarvisio

Potrebbe sembrare un tuffo nel passato. Quando, cioè, per passare dal territorio italiano a quello austriaco occorreva fermarsi al confine ed esibire un documento. Da allora, con la caduta delle frontiere, di acqua sotto i ponti ne è passata davvero molta. La questione migranti, però, continua a essere ‘calda’ e l’Austria, da aprile, dovrebbe reintrodurre i controlli al valico di Coccau. Che cosa cambierà per Tarvisio dopo questa ventilata sospensione di Schengen? Vito Anselmi, ex sindaco tarvisiano e titolare dell’hotel “Al Cervo”, non vede con favore una nuova chiusura del confine: “Non sarebbe una buona cosa – afferma -. Per un austriaco che vuole venire a Tarvisio ciò potrà essere un deterrente: ricordo ancora quando era necessario esibire il passaporto, con le conseguenti, interminabili code. Ripristinare i controlli potrebbe avere contraccolpi negativi tanto sul commercio, quanto sul turismo: non siamo più abituati a queste cose. Il problema migranti va affrontato con umanità e saggezza, ma senza dimenticare che siamo una località turistica”. Gianni Macoratti, esercente con il suo locale “Kirchenwirt” in pieno centro ed ex presidente dell’Azienda di soggiorno, sottolinea come “la possibile chiusura dei confini potrebbe dare l’idea di maggior controllo e, quindi, di grande sicurezza sul territorio. Un turista, dunque, potrebbe essere più invogliato a venire qui: oggi, per ‘colpa’ di qualche media, Tarvisio può essere vista altrove come un possibile punto di ritrovo per migranti e, quindi, il rischio è di trasmettere un’immagine negativa”. Non teme che i controlli ai confini potrebbero scoraggiare i ‘pendolari’ austriaci diretti in Valcanale? “Il rischio c’è. Mi vengono in mente le colonne di mezzi fermi al valico, ma devo dire che ciò non ha mai fermato l’arrivo dei nostri vicini”. Chiara la posizione del sindaco di Tarvisio, Renato Carlantoni: “Se l’Austria davvero chiuderà i confini, sarà inevitabile per l’Italia fare altrettanto. Non possiamo restare l’unico Paese che non controlla. E mi auguro che, se così fosse, le nostre forze dell’ordine siano messe in condizione di lavorare al meglio: le garrite, da parte italiana, non versano in buone condizioni”. Quanto al pendolarismo tra i due Stati, Carlantoni immagina che “un po’ di disturbo ci sarà, tanto per noi quanto per l’Austria. Ma non essendo più come un vecchio confine doganale, i disagi e le code dovrebbero essere minori”. Intanto, ad Arnoldstein pare che saranno approntate due corsie per i controlli, una destinata alle vetture ‘normali’ e l’altra a furgoni e mezzi similari.

Luciano Patat

Potrebbero interessarti anche...