le mascherine possono essere nocive? La risposta sia scientifica non emotiva

Sempre attuali gli interrogativi: mascherine si, mascherine no, e se si dove e quando. A porre la questione è il consiglire regionale Walter Zulakar.   Il problema attiene alla salute e sicurezza di tutti noi, spiega Zulakar,  quindi per evitare posizioni preconcette o innescare polemiche politiche vediamo cosa dice la comunità scientifica internazionale. Queste le conclusioni dell’European Center for Disease Prevention and Control (ECDC): “L’uso delle mascherine può avere qualche plausibilità di efficacia all’interno di stanze o in luoghi affollati. Le mascherine non mediche (quelle di cotone o fai da te) sono addirittura dannose soprattutto perché offrono un falso senso di protezione alle persone e distraggono da comportamenti igienici importanti come lavarsi le mani o il distanziamento. L’uso delle mascherine richiede precise ed attente istruzioni per non rivelarsi dannoso." (ECDC. Using face masks in the community Reducing COVID-19 transmission from potentially asymptomatic or pre-symptomatic people through the use of face masks, 8 April 2020)  Qui di seguito la sintesi dei pro e contro ricavata dagli ultimi lavori pubblicati da eminenti studiosi sul British Medical Journal.
Gli autori (Trisha Greenhalgh et al.) dell’articolo che in qualche modo sostiene l’uso delle mascherine nella popolazione in particolari casi, ossia a casa, in presenza di persone con sintomi e fuori casa dove è più probabile incontrare persone come nei piccoli negozi o sui mezzi pubblici (non si parla quindi di indossarla sempre), affermano candidamente che sulla loro indicazione:
non c’è evidenza; si fonda sulla validità esterna di studi condotti su altre forme virali e che per analogia sarebbero validi anche per il COVID-19.
Gli autori, inoltre si appellano al principio di precauzione in una definizione offerta da Wikipedia. (Face masks for the public during the covid-19 crisis BMJ 2020; 369 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.m1435 (Published 09 April 2020) Cite this as: BMJ 2020;369:m1435)

Tuttavia è bene riferirsi piuttosto al Principio di precauzione come definito dall’articolo 191 del TRATTATO SUL FUNZIONAMENTO DELL’UNIONE EUROPEA (UE) e dalla COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE sul principio di precauzione COM (2000) 1 final.
In considerazione di questo, e nell’ambito generale della protezione dei rischi, un altro Autore (Antonio Lazzarino - Medical Doctor and Epidemiologist - University College London UCL Institute of Epidemiology and Health Care) nel rispondere al citato articolo della Greenhalgh, ha invocato il principio di precauzione sul non uso delle mascherine. In effetti, poiché gli effetti avversi dell’uso indiscriminato delle mascherine hanno un’evidenza maggiore dei loro benefici, il principio di precauzione, laddove invocato, suggerirebbe di non usarle, e si ribalterebbe in tal modo l’onere della prova sui sostenitori delle mascherine in qualsivoglia contesto, poiché gli effetti avversi sono molteplici:
falso senso di sicurezza;
uso inappropriato o errato;
la mascherina rende difficile capirsi oralmente e le persone tendono ad avvicinarsi tralasciando una misura anticontagio importante come il distanziamento per ottemperare ad una misura dallo scarso valore scientifico;
l’uso della mascherina fa fuoriuscire il respiro verso gli occhi irritandoli e aumenta il rischio che questi vengano, di conseguenza, toccati dalle mani potenzialmente infette;
quanto descritto al punto 5 sul rischio di contagio, questo è amplificato se la mascherina è infetta;
respirare con la mascherina è più faticoso e richiede più lavoro per i muscoli respiratori (tant'è che è intollerabile da usare per chi ha certe malattie ai polmoni), inoltre si inspira una quota di anidride carbonica precedentemente espirata;
la mascherina può aumentare la carica virale introdotta nel corpo.
(Rapid response to: Face masks for the public during the covid-19 crisis BMJ 2020; 369 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.m1435 (Published 09 April 2020) Cite this as: BMJ 2020;369:m1435)

Questa la sintesi dello stato dell’arte ad oggi, da cui si possono trarre alcune conclusioni:
E’ plausibile, ma non scientificamente provato, che l’uso della mascherina possa essere utile in spazi chiusi e affollati, dove non è possibile assicurare il costante rispetto della distanza di sicurezza, che resta l’unica misura certa, insieme all’igiene, di contrasto al contagio, in quanto validate dalle evidenze scientifiche.
In tutti gli altri casi proprio in ottemperanza al principio di precauzione l’uso delle mascherine dovrebbe essere disincentivato, in quanto potenzialmente dannoso alla salute di chi le indossa e presumibilmente facilitatore del contagio, che si vorrebbe evitare.