Le passeggiate “sotto sopra” della coop tolmezzina Cramars diventano un format per le terre alte

Il successo delle Passeggiate “Sotto Sopra”, quattro giornate organizzate nell’ambito dell’iniziativa Dolomiti Days dal Servizio Biodiversità della Regione FVG, in collaborazione con Cramars, valica i confini regionali.

Questo format assolutamente nuovo ha ispirato due reti di imprese valdostane Saint Barthelémy: vivere guardando lontano e Samstag Mart di Gressoney Saint Jean, (recentemente costituitesi sul territorio regionale grazie ai bandi promossi dal GAL Valle d’Aosta), nell’organizzazione e ridefinizione dei percorsi orientati alla costruzione di scenari di futuro attualmente in realizzazione in Val D’Aosta attingendo all’esperienza coinvolgente di Cramars, sviluppata nel corso dell’estate 2020. I due processi sono in una fase di coprogettazione con la comunità: di validazione iniziale, a St. Barthelémy, e di identificazione di meccanismi di trasposizione del percorso realizzato da un piccolo gruppo alla totalità della comunità, a Gressoney Saint-Jean. Per questo l’esempio delle Passeggiate “Sotto Sopra” ha determinato uno sviluppo sinergico e concreto.

“Sotto Sopra” non è stato solo un gioco di parole che richiama i quattro paesi di Forni e Tramonti, entrambi di Sotto e di Sopra, in cui si sono svolti gli appuntamenti ma è la modalità scelta per il lavoro con le comunità, ovvero guardare le cose da un altro punto di vista. Un’opportunità per scoprire nuove relazioni, individuare dinamiche e immaginare risultati differenti pur partendo dalla situazione attuale, frutto di un passato difficile e complicato. Un esercizio che stravolge i concetti di spazio e di tempo.

“Abbiamo scelto la tecnica di Backcasting perché è un metodo che prevede la capacità di generare un futuro desiderabile, e poi guardare all’indietro, da quel futuro al presente, per pianificare come potrebbe essere raggiunto. – spiega Vanni Treu, vicepresidente di Cramars, che è intervenuto durante i laboratori realizzati in Valle d’Aosta – Il presupposto è che, dopo aver individuato l’obiettivo da raggiungere in futuro (la declinazione della sfida vinta), sia possibile lavorare all’indietro determinando quali dovrebbero essere le misure da adottare per guidare la trasformazione verso quel futuro. E i partecipanti hanno vinto le sfide che abbiamo posto loro. I risultati di questi eventi partecipativi sono stati così positivi e coinvolgenti che vorremmo condividere questa esperienza con tutte le comunità montane che vogliano approcciare la stessa visione strategica di accompagnamento alle aree marginali che stiamo portando avanti come cooperativa di sviluppo del territorio in Friuli Venezia Giulia.”

Piero Brunod, animatore di rete della Rete d’Imprese Saint Barthelémy: vivere guardando lontano afferma: “Conoscere il modello di Cramars e condividere la loro visione e i loro obiettivi, grazie alla testimonianza diretta di Vanni Treu, ci ha fatto acquisire idee ed elementi per completare la nostra fase di costruzione di nuovi percorsi. In un panorama in cui la politica risulta sempre meno presente nella quotidianità delle decisioni delle comunità, questi esercizi proposti da Cramars hanno una doppia valenza, quella di rigenerare legame sociale a livello di piccole comunità disgregate intorno ad una visione di futuro inclusiva, e quello di ridistribuire equamente fra politica e comunità all’interno di un sistema in forte crisi le responsabilità e le opportunità di costruire visioni di futuro.”

Un’esperienza positiva anche per Marta Anello, coordinatrice del GAL Valle d’Aosta che afferma: “La progettazione partecipata è sicuramente la metodologia da applicare in futuro nella predisposizione della strategia di sviluppo dell’associazione, per il prossimo periodo di programmazione europea 2021-2027. L’approccio del programma LEADER, che finanzia i GAL, è di tipo bottom-up, dove la definizione delle esigenze di sviluppo del territorio proviene direttamente dagli operatori locali e non viene calata “dall’alto”. Coinvolgere la popolazione, le aziende, gli amministratori locali e i turisti nella predisposizione e nella condivisione di iniziative, è necessario per far sì che questi progetti vengano sentiti e percepiti come propri dalla collettività e possano proseguire oltre il periodo di finanziamento. Il GAL intende per i prossimi bandi incentivare l’utilizzo di strumenti di progettazione partecipata sul proprio territorio, prevedendo delle premialità aggiuntive a chi dimostri di aver redatto il proprio progetto coinvolgendo la collettività attraverso laboratori, atelier workshop tematici di progettazione partecipata.”

Conclude Camillo Rosset, sindaco del Comune di Nus, località che grazie al cielo di Saint-Barthélemy è riconosciuta come Patrimonio Immateriale Unesco: “Quest’esperienza mi ha insegnato che ciò chiamavo sogno è, in realtà, un obiettivo, un ideale punto di partenza e al contempo di arrivo, collocato nel futuro del nostro territorio, da cui andare a ritroso per costruire il nostro domani. Le Terre Alte del Friuli, geograficamente così lontane da noi, ci sono vicine per identità e necessità, ecco perché le Passeggiate Sotto Sopra ci hanno regalato una visione positiva e possibile del futuro della nostra montagna.”
La collaborazione e la condivisione di strumenti e di obiettivi che permettano di interrogarsi insieme sul futuro delle aree alpine e su come generare dinamiche di attivazione territoriale diventano una opportunità e una responsabilità che dovrebbero diventare strutturali. E questo è un primo passo verso quella direzione.