Lega a Pontida: insulti antisemiti contro Gad Lerner, minacce a giornalisti e parole pesanti contro Mattarella

"Massone, straccione,vai a casa, figlio di cento padri, spargi sempre merda su di noi, oggi sei tu che hai la merda, provocatore". Così decine di leghisti hanno contestato duramente il giornalista di Repubblica Gad Lerner, appena arrivato al pratone di Pontida. I contestatori lo hanno seguito minacciosamente sino all'area stampa, allestita a fianco del palco.  Poi alcuni militanti hanno poi rivolto insulti a un videomaker che si era avvicinato per realizzare delle interviste filmate: "E' meglio che te ne vai, altrimenti ci incazziamo" l'hanno incalzato. Insulti seguiti da una manata sul microfono, dopo che il giornalista chiedeva di commentare la crisi di governo, voluta da Salvini. Alcuni hanno urlato "Mattarella mafioso", ribadendogli che era meglio andare via dal pratone. Risultato: tanto clamore e una videocamera fuori servizio, a testimonianza della tensione che si respira a Pontida.

Sulle minacce a Gad Lerner molti i commenti sdegnati, nota della Dem Serracchiani: "Le urla antisemite contro Gad Lerner a Pontida sono la parte più inquietante dell'aggressione leghista alla stampa. Il razzismo è uno dei peggiori sentimenti che Salvini ha contribuito a sdoganare dal Viminale: è un bene che si sia autoespulso dagli organi dello Stato". Lo afferma Debora Serracchiani (Pd), commentando gli attacchi contro Gad Lerner e il giornalista di Repubblica Antonio Nasso, oggi alla manifestazione della Lega a Pontida.
"L'insulto volgare e personale è il metodo ordinario della politica leghista e - indica la parlamentare del - Salvini lo copre e lo incoraggia, come nel caso delle offese al Capo dello Stato. Stiamo attenti perché le parole spesso sono davvero pietre".
Per Serracchiani "è raggelante sentire la voce che accusa Lerner di essere 'ebreo, no italiano', e non sentire una parola di condanna dai vertici della Lega. Pare simbolico che ciò accada nella Giornata europea della cultura ebraica".