Legacoop Fvg: Si è svolto il primo di quattro appuntamenti che precederanno il congresso regionale previsto per fine marzo

Si è svolto venerdì scorso a Udine nella sede di Legacoop in via Cernazai, il primo di quattro appuntamenti che dovranno traghettare, all’inizio del prossimo anno, Legacoop Fvg ad una nuova dirigenza regionale. Si terrà infatti giovedì 28 marzo 2019 l'assise delle cooperative Fvg che precederà di alcune settimane il congresso nazionale che si terrà invece dal 15 al 18 aprile 2019. Ad aprire questa prima assemblea congressuale è stato come il presidente uscente di Legacoop Fvg Enzo Gasparutti. Al tavolo di questa prima iniziativa del percorso congressuale anche Mauro Lusetti, Presidente nazionale di Legacoop. Ad aprire i lavori è stato Enzo Gasparutti che ha ricordato, fra l'altro, che essendo giunto alla fine del secondo mandato ai vertici Fvg di Legacoop non potrà, come da statuto, essere rieletto ma che intende dare il suo contributo al dibattito che dovrà individuare “nuove linee programmatiche per una cooperazione al servizio del territorio”. Secondo Gasparutti deve essere forte nell'organizzazione la volontà di coinvolgere le cooperative esistenti per confrontarsi ed interrogarsi sul futuro della associazione stessa ma anche sulle prospettive economico-sociali del Fvg.
Il congresso sarà quindi l’occasione per un analisi che si concluderà con l’elezione del nuovo Presidente regionale e degli organi statutari, ma altrettanto importante è che nel percorso congressuale verranno proposti specifici momenti di riflessione su temi fondamentali che necessariamente dovranno caratterizzare la vita e le sfide per l’attività futura di Legacoop. Nel corso di questo primo incontro Gasparutti è entrato nel merito di quella che ha stigmatizzato essere la “mission” di Legacoop, per ridefinirla alla luce dei cambiamenti nella società, nell’economia, nel mercato e di conseguenza nelle Associazioni di rappresentanza. Ne è seguito un dibattito nel quale è stato disegnato, con diverse sfumature, ma tutte focalizzate sulla natura mutualistica del mondo cooperativo e sulla necessità di dare risposte concrete anche organizzative.  La sfida è stato spiegato è  rispondere alle nuove esigenze tecniche e politiche delle cooperative che già da tempo si stanno confrontando, qualche volta con alcune contraddizioni, è stato rimarcato da alcuni interventi, con il mercato globalizzato e con i cambiamenti della società a livello sociale, politico ed economico. La natura degli interventi e la passione che molti hanno dimostrato parlando, fanno ben comprendere come questo congresso non sarà certo rituale, ma che il dibattito sarà franco e su temi impegnativi. Il calore degli interventi è stato colto anche dal Presidente nazionale Lusetti che li ritiene importanti per accrescere il senso di appartenenza che deve caratterizzare tutti coloro che fanno della cooperazione un’occasione di lavoro ma anche una scelta di vita. Lusetti non si è sottratto ad un analisi “storica” della situazione, evidenziando come il mondo di Legacoop sia radicalmente cambiato rispetto ad un passato dove gli equilibri politici erano molto ben definiti. Oggi, ha spiegato il presidente nazionale Legacoop, bisogna fare molto da soli e questo è certamente un fatto positivo che potrà vedere il riaffermarsi di quei punti qualificanti che fanno il mondo delle cooperative “altro” rispetto alle logiche del capitale e che, per la loro natura, potranno essere fondamentali per dare un contributo generale alla economia del Paese. Punto importante questo, del resto in recenti dichiarazioni riportate dalle agenzie stampa nazionali Lusetti era stato chiaro nel disegnare la situazione generale italiana, ed alcuni passaggi del suo intervento ad Udine erano chiaramente sugli stessi binari:  

“Non siamo fuori dalla crisi abbiamo dimostrato di essere resilienti ma siamo un po' stanchini, l'occupazione è cresciuta ma è frutto di situazioni completamente diverse le une dalle altre". “L'edilizia, il settore delle costruzioni è quello più soffrente aveva spiegato non più di due giorni fa, "abbiamo perso cooperative centenarie mentre altri settori sono cresciuti molto, come la distribuzione, la cooperazione sociale, la cooperazione agricola, soprattutto per l'export". Insomma anche per il presidente nazionale di Legacoop le sfide sono imponenti perchè, ha spiegato: "Non siamo assolutamente fuori dalla crisi, anzi, in generale, a livello internazionale, ci sono segnali preoccupanti di un rallentamento della crescita". Preoccupazioni che sono anche relative alla manovra economica del governo “giallo-verde”. Su questo Lusetti ha spiegato:"noi avremmo preferito una manovra che avesse investito sulla creazione di posti di lavoro, questo il governo ha dichiarato di volerlo fare indirettamente attraverso il sostegno al reddito delle persone più svantaggiate, abbiamo forti dubbi che questo abbia un risultato positivo. Continueremo una interlocuzione con il governo, insieme alle altre rappresentanze del mondo economico, perché si sblocchino gli investimenti degli Enti Pubblici e si rimetta nelle condizioni, questo Paese, di ripartire".
Gli appuntamenti successivi del percorso congressuale di Legacoop Fvg sono stati annunciati, come accennato in apertura, dallo stesso Enzo Gasparutti. Un secondo appuntamento è previsto già per il prossimo 10 dicembre e sarà quello sul “bilancio sociale”, mentre il 14 gennaio si parlerà di innovazione e servizi e, ha spiegato sempre Gasparutti, della necessità o meglio del coraggio di innovare e rinnovare. Il quarto ed ultimo incontro è previsto per l'8 febbraio e riguarderà il tema del lavoro, della legalità e della concorrenza, parole rimarcato il Presidente regionale uscente, da declinare nella nostra regione discutendo del ”ruolo da assegnare alla nostra associazione in questa regione”.

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