Legacoop Sociali Fvg sollecita la Regione: servono misure per l’inserimento lavorativo di disabili e persone svantaggiate

La cooperazione sociale del Fvg esprime un primo parere favorevole sulle modifiche della legge di settore e a quelle collegate al bilancio regionale, ma mette sul tavolo alcune richieste: la necessità di un atto di indirizzo della Giunta regionale con cui definire la percentuale minima di appalti da riservare all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e disabili e la costituzione di un apposito servizio da parte della Regione che coordini le attività inerenti la cooperazione sociale.

A indicarlo è  Gian Luigi Bettoli, presidente di Legacoopsociali  Fvg che traccia un primo bilancio positivo sulle novità normative della cooperazione sociale regionale. Un tema che sarà anche al centro dell’assemblea regionale di Legacoopsociali prevista per domani, lunedì 6 marzo a Pordenone a palazzo Klefisch, alla presenza, fra gli altri, del vicepresidente della Regione Fvg Sergio Bolzonello.

“Le modifiche contenute nella legge regionale 9 dicembre 2016, n. 21 – Disciplina delle politiche regionali nel settore turistico e dell’attrattività del territorio regionale, modificano la precedente normativa in materia di cooperazione sociale - ha indicato – e sanciscono innanzitutto il passaggio di competenze dalle soppresse Province alla Regione. In questo senso viene individuato, come assessorato di riferimento, quello delle Attività produttive, titolare anche della cooperazione – ha chiarito Bettoli – nel quale auspichiamo venga attivato un apposito servizio, titolare del coordinamento delle attività inerenti la cooperazione sociale”.

Di particolare rilevanza gli articoli sulla materia appaltistica che adeguano la legge regionale al nuovo Codice degli appalti e ampliano il quadro degli affidamenti alla cooperazione sociale.

La nuova normativa secondo Bettoli incentiva, inoltre, la possibilità di affidamenti finalizzati all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e disabili, appartenenti a categorie sempre più ampie e complesse in questa fase di generale crisi sociale.

“Sotto questo aspetto, auspichiamo che quanto prima venga approvato, sull’esempio di altre regioni un atto di indirizzo della Giunta regionale che definisca la percentuale minima di appalti che vanno riservati all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e disabili. Ricordo il positivo esempio della Provincia di Udine, che aveva fissato l’obiettivo per gli enti del Friuli centrale al 10%”.

Novità rilevanti riguardano anche l’incremento delle risorse e le misure di incentivazione.

“Interessante e finalmente innovativo – ha precisato Bettoli – è poi l’incremento degli interventi a favore del settore, che passa per la prima volta dai 1.200.000 euro a, rispettivamente, 1.725.000 euro per il 2017, 1.825.000 euro per il 2018 e 2.225.000 euro per il 2019. Inoltre viene accolta una “storica” richiesta della cooperazione sociale, finanziando quella misura di incentivazione agli enti locali ed alle aziende di servizio pubbliche che potrà dare respiro alla cooperazione sociale B. E’ proprio questa misura che, senza nulla togliere allo stanziamento storico, produce progressivamente l’aumento complessivo destinato, in buona parte “indirettamente”, attraverso incentivi diretti alla Pubblica amministrazione, al settore”.

La misura consente ad un ente locale o ad un’azienda di servizio che decida di affidare un appalto riservato alle cooperative sociali B, di chiedere alla Regione di contribuire ad abbattere il budget del servizio affidato, fino al 40% del valore. Con un doppio risparmio: quello sulla spesa socio-sanitaria per le persone inserite, e quello diretto derivante dall’incentivo regionale.