Legambiente di Trieste sulle risposte dei candidati a presidente della Regione su Ferriera e rigassificatore

I candidati a presidente regionale Bolzonello, Fedriga e Fraleoni Morgera si sono impegnati: a creare le condizioni per la dismissione dell’area a caldo della Ferriera di Servola, per mezzo di un nuovo accordo di programma e della revisione dell’AIA; a garantire l’occupazione dei lavoratori in nuove attività; a intervenire per la tutela della salute e della qualità della vita della popolazione coinvolta; a far chiudere definitivamente il progetto del rigassificatore di Zaule e del gasdotto collegato grazie a una conferenza dei servizi decisoria. Martedì 24 aprile alle 11.30 presso l’Antico Caffè San Marco in via Cesare Battisti 18 a Trieste i rappresentanti delle associazioni Legambiente, NoSmog e Sinistra per Trieste hanno tenuto una conferenza stampa per riferire sulle risposte date da tre candidati alla Presidenza della Regione (Bolzonello, Fedriga e Fraleoni Morgera) ai quesiti posti dalle associazioni sulla Ferriera di Trieste e specificamente sulla chiusura dell’area a caldo, e sul no definitivo al progettato rigassificatore di Zaule e al gasdotto che lo dovrebbe collegare alla rete. Nei giorni 16, 17 e 19 aprile le associazioni hanno incontrato presso il Circolo della Stampa di Trieste i tre candidati per sentire la loro posizione sui temi sopra elencati. I tre incontri sono stati videoregistrati e sono disponibili in rete su Youtube e FB (canale Youtube Legambiente Trieste). Così ogni elettore può mettere a confronto le posizioni dei candidati e verificare il successivo rispetto degli impegni presi da parte dei candidati eletti. Non è stato coinvolto in questo confronto il candidato presidente Cecotti perché la sua lista non ha candidati nella circoscrizione di Trieste. I rappresentanti delle associazioni promotrici hanno messo in rilievo la pluriennale vertenza sulla Ferriera di Servola, con i due problemi fondamentali: tutelare la salute dei cittadini e dei lavoratori, e garantire il reimpiego della manodopera attualmente occupata nell’area a caldo. Lino Santoro di Legambiente ha ricordato la necessità di sostituire l’attuale Accordo di Programma con un nuovo Accordo tra Ministeri, Regione, Autorità portuale e proprietà dell’azienda che stabilisca tempi e finanziamenti per la dismissione dell’area a caldo, ormai inderogabile. Marino Sossi di Sinistra per Trieste ha sottolineato la necessità di provvedere alla formazione del personale ora occupato nell’area a caldo, per poterlo inserire nelle nuove attività create dalla crescita del settore logistico-portuale. Alda Sancin dell’associazione NoSmog ha ribadito l’urgenza di ridurre l’inquinamento atmosferico ed acustico nell’area della Ferriera, a tutela della salute e della qualità della vita dei residenti e degli stessi lavoratori, rivedendo le prescrizioni dell’AIA, in quanto non adeguate alla situazione o non applicate, soprattutto per quanto riguarda lo stato sanitario della popolazione. Le associazioni hanno riscontrato una sostanziale subalternità delle amministrazioni pubbliche e delle forze politiche rispetto all’impresa, il che ha portato alla situazione di stallo degli ultimi anni, dopo l’arrivo di Arvedi e la stipula dell’Accordo di Programma. I candidati presidente hanno espresso il loro impegno, pur proponendo percorsi diversi, nella direzione della dismissione dell’area a caldo, con adeguate garanzie per i lavoratori ivi occupati. Si sono impegnati a intervenire sui problemi sanitari legati alla Ferriera, per i quali sono necessarie indagini e provvedimenti urgenti. Infine, si sono tutti dichiarati assolutamente contrari al progetto del rigassificatore di Zaule e favorevoli a chiudere definitivamente la questione tramite una conferenza di servizi decisoria con pronunciamento finale contrario al progetto.

 

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