Legge 180 va a teatro, con Peppe Dell’Acqua e Massimo Cirri: mercoledì 28 a Codroipo, venerdì 30 novembre a Udine, 1 dicembre a Cervignano

Un medico di 37 anni entra nel manicomio di Gorizia. Ci sono viali alberati, muri, reparti, e porte chiuse. Lui si chiama Franco Basaglia: sarà il nuovo Direttore. Quello che vede lo disorienta e lo sconcerta. Di fronte a tanta violenza vorrebbe scappare via. Per restare, non può che scommettere il suo potere di direttore per cambiare ogni cosa.  Il seguito è conosciuto , siamo a Roma, nel maggio 1978. In un’Italia ancora scossa per l’assassinio del presidente Aldo Moro, il Parlamento approva la legge 180. Si tratta dell’atto di nascita della riforma psichiatrica, che ridisegna lo statuto giuridico dei malati di mente e stabilisce la chiusura degli ospedali psichiatrici. La riforma rappresenta un punto di arrivo di un ampio movimento sociale, formato in larga misura da operatori, che da alcuni anni si battono per la chiusura dei manicomi. Leader di questo movimento è appunto quel medico che anni prima era entrato nel manicomio di Gorizia, il suo nome era Franco Basaglia.

Al suo fianco, fin dai primi giorni dentro al manicomio di San Giovanni a Trieste, dal 1971, c’è stato, per quarant’anni, Peppe Dell’Acqua, oggi di fatto l’erede più vicino del lascito di Franco Basaglia.  A quarant’anni dal varo di quella legge rivoluzionaria, lo psichiatra Peppe Dell’Acqua prova a raccontare a teatro “la vera storia della liberazione dei matti” e l’epopea della legge 180.

Per tre  sere -, Mercoledì 28 a Codroipo al Teatro Benois De Cecco ,  venerdì 30 novembre (ore 21) al Palamostre di Udine per la Stagione Teatro Contatto e sabato 1 dicembre (ore 21) al Teatro Pasolini di Cervignano – (Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione vede in scena lo psichiatra con un partner d’eccezione come Massimo Cirri: il popolare conduttore di Caterpillar, su Radio2, è a sua volta un testimone degli effetti della riforma basagliana nei Dipartimenti di salute mentale, dove Cirri opera da più di 25 anni come psicologo. Venerdì, al termine dello spettacolo al Palamostre di Udine, Peppe Dell’Acqua e Massimo Cirri saranno anche i protagonisti di un incontro con il pubblico, anche per presentare i nuovi titoli della Collana 180, collana e archivio critico della salute mentale edita da Alphabeta Verlag e diretta dallo stesso Dell’Acqua.  (Tra parentesi) La vera storia di un’impensabile liberazione è uno spettacolo diretto dalla film maker triestina Erika Rossi e prodotto dal Teatro Stabile del FVG, e ripercorre i giorni, memorabili, in cui la malattia mentale fu messa “tra parentesi” e i malati – prima solo internati senza più nome – tornarono a essere cittadini, persone, individui da curare con dignità. Dell’Acqua e Cirri lo fanno dialogando, per l’idea (basagliana?) che si riesca a dire qualcosa di più quando c’è un incontro, uno scambio, una narrazione e mettono in campo la loro storia, la loro esperienza, tentando di colmare il vuoto di memoria che nel corso degli ultimi decenni si è creato intorno al cambiamento più radicale che si è realizzato nel nostro paese. La scommessa Peppe Dell’Acqua e Massimo Cirri nasce dalla consapevolezza che 40 anni fa si è aperta la possibilità di incontrare l’altro. Più che un compleanno per ricordare è un compleanno per conoscere: la conoscenza di quanto è accaduto e di quanto può (e deve) ancora accadere. Il 30 novembre, Tra parentesi sarà programmato per Contatto 37 in una serata a doppio spettacolo, abbinato a L’Assemblea, il gioco teatrale partecipato sull’eredità e le conquiste delle donne dopo il ’68, ideato e diretto da Rita Maffei, in scena anche giovedì 29 e sabato 1 dicembre, alle 19, nella Sala Carmelo Bene del Palamostre.

Potrebbero interessarti anche...