Legge di bilancio: Approvata dalla commissione affari esteri

Nell’ultima seduta della Commissione Affari Esteri della Camera è stata approvata la relazione sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019” presentata dalla relatrice Lia Quartapelle e condivisa dal Ministero degli Esteri rappresentato ieri in Commissione dal vice ministro Mario Giro.
Di seguito il testo della relazione inviata alla Commissione Bilancio.  “La III Commissione Affari esteri e comunitari, apprezzate le innovazioni di carattere procedurale introdotte dalla legge n.163 del 4 agosto 2016 che, a compimento di un percorso di riforma della manovra finanziaria, persegue con coerenza la finalità di incentrare la decisione di bilancio sull’insieme delle entrate e delle spese pubbliche, portando al centro del dibattito parlamentare le priorità dell’intervento pubblico, considerato nella sua interezza;
con riferimento alla prima sezione del provvedimento in titolo, preso atto che: il Governo, coerentemente con quanto dichiarato in Parlamento, si accinge a porre in essere interventi di sostegno all’economia per 35,7 miliardi, derivanti da riduzioni dell’entrata ed in aumenti di spesa derivanti, quanto ai primi – pari a 16,2 miliardi – dal disinnesco degli aumenti automatici dell’IVA e delle accise preventivate per far quadrare i conti nelle finanziarie precedenti (le cosiddette clausole di salvaguardia), nonché gli effetti già inclusi nella legislazione vigente, il più importante dei quali è la riduzione dell’aliquota IRES dal 27,5 al 24 per cento, e, quanto ai secondi, da aumenti di spesa pubblica, per tre quarti da incrementi di spesa corrente e un quarto da aumenti di spesa in conto capitale;
sul versante della promozione degli investimenti, è da segnalare la creazione di un fondo unico per garantire il loro finanziamento e lo sviluppo infrastrutturale del Paese con dotazione di 1,9 miliardi nel 2017 (3,15 nel 2018, 3,5 nel 2019 e 3 miliardi l’anno dal 2020 al 2032) per settori quali viabilità, dissesto idrogeologico, edilizia pubblica, tra cui quella scolastica, e soprattutto per la prevenzione del rischio sismico e la gestione del fenomeno migratorio;
per il pubblico impiego sono complessivamente stanziati 1,92 miliardi di euro per il 2017 e 2,63 miliardi a decorrere dal 2018, di cui parte è destinata al rinnovo del contratto, alle assunzioni in deroga al turn over e al riordino delle forze di polizia come pure all’incremento dell’organico della scuola e di altri enti e agenzie, tra le quali deve essere doverosamente annoverata l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, ad oggi sotto organico, dalla cui piena operatività dipende la capacità della stessa Agenzia di spendere bene le risorse finanziarie destinate al settore e la cui piena funzionalità, grazie a personale che affianchi le risorse contrattate localmente, è condizionale all’attuazione della riforma della cooperazione allo sviluppo, di cui alla legge n.125 del 2014;
con riferimento alle misure per attrarre investimenti esteri in Italia, di cui all’articolo 22, si introduce una specifica disciplina, all’interno delle norme in materia di immigrazione, volta a facilitare l’ingresso in Italia di potenziali investitori, modificare i vigenti incentivi per il rientro in Italia di docenti e ricercatori residenti all’estero, rendendo strutturale la misura che consente di abbattere, per un determinato periodo di tempo, la base imponibile a fini IRPEF e IRAP in favore dei predetti soggetti e introducendo un’imposta sostitutiva forfetaria sui redditi prodotti all’estero;
con riferimento alla razionalizzazione delle spese dei ministeri, richiamata l’audizione della Segretaria Generale della Farnesina del 26 ottobre scorso, l’articolo 61, comma 2, consente una maggiore entrata di 16 milioni per ciascun anno del triennio 2017-2019 derivante dalla vendita di immobili all’estero, facenti capo alla rete diplomatico-consolare;
è previsto, nelle more del versamento all’entrata del bilancio dello Stato delle somme individuate, l’accantonamento nello stato di previsione del MAECI della somma di 26 milioni di euro per ciascuna annualità 2017 e 2018, nonché la somma di 16 milioni per il 2019, al netto di quanto effettivamente versato in ciascuna annualità del triennio, a valere sul finanziamento annuale all’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, iscritto in appositi capitoli dello stato di previsione del MAECI;
vengono, inoltre, acquisiti, in via permanente, all’entrata del bilancio dello Stato, gli introiti, pari a 6 milioni annui, derivanti dall’aumento della tariffa dei diritti consolari (articolo 61, comma 3), mentre rimangano parimenti acquisite all’entrata del bilancio dello Stato i pregressi maggiori introiti, rispetto all’esercizio finanziario 2014, pari a 4 milioni di euro, derivanti da tale aumento, laddove appare da sostenere con convinzione che le cosiddette percezioni consolari siano acquisite alla disponibilità contabile degli stessi consolati e sedi all’estero per finalità riguardanti i servizi consolari erogati ai connazionali all’estero;
appare, inoltre, doveroso provvedere affinché i proventi derivanti dal versamento di 300 euro, effettuato a corredo della domanda di riconoscimento di cittadinanza italiana, siano riassegnati nella misura del trenta per cento, a decorrere dall’anno 2017, allo stato di previsione della spesa del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il quale trasferisce tali risorse agli uffici dei consolati di ciascuna circoscrizione consolare che abbiano operato la percezione del contributo; le somme accreditate ai consolati sono, quindi, da destinare al rafforzamento dei servizi consolari per i cittadini italiani residenti o presenti all’estero, con priorità per la contrattualizzazione di personale locale da adibire, sotto le direttive e il controllo dei funzionari consolari, allo smaltimento dell’arretrato riguardante le pratiche di cittadinanza presentate presso i medesimi uffici consolari;
tra gli interventi innovativi e che contribuiscono al rafforzamento dell’azione di politica estera nel mondo si distinguono l’istituzione del fondo per la realizzazione d’interventi relativi all’organizzazione e allo svolgimento del vertice G7 (articolo 57), l’istituzione di un fondo per le strutture preposte alla promozione della lingua e cultura italiana nel mondo (articolo 74, commi 8 e 10) e, in coerenza con gli impegni assunti dal Governo italiano in occasione della Conferenza ministeriale Italia-Africa del 18 maggio 2016, il fondo allocato sul bilancio del MAECI per interventi straordinari di dialogo e collaborazione con i Paesi africani d’importanza prioritaria per le rotte migratorie, con una dotazione di 200 milioni di euro per il 2017 nell’ambito del Migration Compact e di una Strategia per un «Piano Marshall» per l’Africa, promossa dall’Italia e condivisa dall’Unione europea;
sono da approvare e sostenere le ripetute dichiarazioni di esponenti del Governo sulla volontà di integrare la somma prevista per i corsi di lingua e cultura italiana con un importo di 6 milioni di euro, nel Cap. 3153 della Direzione generale degli italiani all’estero, a valere sul fondo pluriennale di 20 milioni previsti per il 2017 istituito dal Governo per la promozione della lingua e cultura italiana nel mondo; il reintegro di tale somma consente di tutelare il livello di investimento raggiunto per i corsi di lingua e cultura degli enti gestori, che hanno un valore essenziale nell’intero sistema di promozione linguistica e culturale italiana;
è da evidenziare, infine, il sistema della stampa italiana all’estero e di quello camerale come parte del sistema che aiuta e accompagna lo sforzo del Governo verso l’internazionalizzazione;
e con riferimento alla seconda sezione, del provvedimento in titolo, preso atto che:
quanto allo stato di previsione del Ministero degli esteri e della cooperazione internazionale (Tabella 6), da valutare in modo integrato con quello del Ministero dell’economia e delle finanze, nel cui stato di previsione compaiono poste di bilancio di rilevanza per la materia internazionale, rispetto ai dati del bilancio assestato 2016, l’andamento delle spese finali di competenza nel bilancio integrato presenta un incremento di circa 214 milioni per il 2017, passando da 2.392,8 a 2.547 milioni di euro complessivamente l’incidenza dello stato di previsione del MAECI per il 2017 sul bilancio dello Stato ammonta allo 0,4 per cento, in analogia con i due esercizi finanziari precedenti;
per quanto attiene alle principali variazioni complessivamente apportate agli stanziamenti riferiti ai diversi programmi di spesa del Ministero, vengono in rilievo quelle riguardanti la cooperazione allo sviluppo, gli Italiani nel mondo e le politiche migratorie, la proiezione nel mondo ed il sistema Paese, la rappresentanza all’estero ed i servizi ai cittadini ed alle imprese, a fronte di una riduzione del programma «Promozione della pace e sicurezza internazionale» così come del programma «Presenza dello Stato all’estero tramite le strutture diplomatico-consolari»;
è divenuto non più rinviabile l’esigenza di rendere strutturale il meccanismo che destinava parte delle risorse del cosiddetto «Fondo La Pergola» alla cooperazione allo sviluppo, di cui alla legge 16 aprile 1987, n.183;
sono definanziate, per ragioni di spending review, le autorizzazioni di spesa riguardanti l’attuazione degli accordi istitutivi dell’OCSE, il finanziamento italiano della PESC, l’esecuzione dello Statuto delle Nazioni Unite, mentre vengono rifinanziate le risorse per la partecipazione italiana agli aumenti di capitale delle banche multilaterali di sviluppo, così come il contributo italiano alla ricostituzione delle risorse dei fondi multilaterali di sviluppo e del Fondo globale per l’ambiente;
tra i finanziamenti 2017 per gli interventi di cooperazione allo sviluppo si segnalano in particolare il Cap. 2306 che espone la somma di 470 milioni per l’esecuzione degli accordi di cooperazione tra l’Unione europea e gli Stati dell’Africa, Caraibi e Pacifico; per contributi alle spese della Nazioni Unite, dell’OSCE e del Consiglio d’Europa ed il Cap. 3109 recante fondo da ripartire per i Paesi africani coinvolti dalle rotte migratorie verso l’Europa, con l’importo di 200 milioni;
il totale degli interventi esposti dall’Allegato sulla cooperazione allo sviluppo – competenza 2017 – raggiunge la somma di 4.819,95 milioni di euro,
delibera di
RIFERIRE FAVOREVOLMENTE”.

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