Legge servizio idrico e rifiuti, Moretuzzo: «Invece di cambiare la norma, la maggioranza crea qualche poltrona per gli amici»

Un’occasione mancata. La proposta di modifica della legge regionale 5/2016 sul servizio idrico e il servizio rifiuti «offriva la possibilità di mettere mano al provvedimento con il quale l’amministrazione Serracchiani aveva riorganizzato la gestione del servizio idrico integrato e dei rifiuti – afferma il capogruppo del Patto per l’Autonomia in Consiglio regionale Massimo Moretuzzo –. Invece anche questa maggioranza decide di lasciare tutto com’è, salvo garantire qualche poltrona agli amici degli amici». Non solo. Per Moretuzzo si doveva intervenire sulla norma «ridando centralità ai territori, ovvero ritornando a una gestione dell’acqua in cui tutti i Sindaci di un ambito territoriale possono dire la loro, mentre si è preferito confermare un processo di accentramento come quello dell’Ausir, l’Autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti. Alla fine dei giochi, ci si limita a modificare la sola governance, istituendo un Consiglio di Amministrazione; evidentemente servono poltrone per rispondere alle promesse fatte in campagna elettorale e alla campagna acquisti che alcuni gruppi della maggioranza stanno facendo sul territorio».
Incomprensibile infine, per Moretuzzo, è il fatto che nel CdA dell’ente 2 sindaci su 7 siano veneti, in rappresentanza di 11 Comuni del Veneto a fronte dei 215 Comuni della nostra regione, rappresentati dagli altri 5 componenti: è ufficiale, la colonizzazione veneta del Friuli-Venezia Giulia prosegue anche su questi settori strategici».

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