Legge sull’idroelettrico. Moretuzzo e Bidoli: «Passaggio storico, verso la gestione pubblica di un bene comune»

La legge regionale sulla gestione delle grandi derivazioni idroelettriche, discussa oggi (27 ottobre, ndr) in aula, «è un passaggio storico di straordinaria importanza per la montagna friulana e per tutta la regione, una delle tappe più significative della legislatura che è frutto di un processo partecipato, della mobilitazione di sindaci e amministratori locali, uniti per il bene del territorio, del coinvolgimento attivo di cittadini e comitati», osserva il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo.
Una legge fondamentale, «occasione preziosa per innescare processi economici e sociali di rinnovamento e di rilancio per la montagna», nella prospettiva della transizione ecologica e che «riconduce sotto il controllo pubblico la gestione della produzione idroelettrica, a partire dalle grandi derivazioni, i cui ricavi, particolarmente redditizi, finora sono andati ad arricchire chi con la nostra terra e le nostre comunità non c’entra nulla. In questa direzione, sarà centrale la costituzione della Società elettrica regionale, che potrà portare benefici per lo sviluppo sociale ed economico della regione, tutelando territorio e ambiente, e che come Gruppo Consiliare abbiamo sollecitato da inizio legislatura», continua il consigliere Giampaolo Bidoli.
E proprio in merito a ciò, i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia hanno presentato un ordine del giorno per impegnare la Giunta regionale a identificare strumenti affinché gli enti locali sul territorio regionale possano partecipare alla compagine societaria della Società elettrica regionale di futura costituzione.
Inoltre, con l’auspicio che la comunità regionale, dopo aver legiferato sulla gestione delle grandi derivazioni idroelettriche, continui a tutelare le proprie risorse idriche anche in relazione al mini-idroelettrico con il fine di frenare lo sfruttamento privato dei beni comuni, Moretuzzo e Bidoli – in un secondo ordine del giorno – hanno chiesto all’esecutivo regionale di proseguire nell’opera di monitoraggio puntuale e stringente del rilascio di nuove concessioni di derivazione ad uso idroelettrico sui corsi d’acqua naturali regionali, verificando il rispetto dei requisiti previsti e delle condizioni di maggiore tutela delle acque, nella direzione di abbandonare ogni forma di incentivo al mini-idroelettrico sui ruscelli, torrenti e fiumi e con l’auspicio che prima o poi si arrivi a una vera e propria moratoria di nuovi impianti.