L’esperienza del confederalismo democratico del Rojava e la situazione in Siria. Incontro domani a Udine con la portavoce della comunità curda

"L'esperienza del confederalismo democratico del Rojava e la situazione del nord della Siria invasa militarmente dalla Turchia." Se ne parlerà a Udine Venerdì prossimo 24 gennaio dalle ore 17 alle 19
presso l'hotel Cristallo di piazzale Gabriele D'Annunzio 43. All'incontro interverrà Hazal Koyuncuer portavoce della comunità curda residente a Milano. L'incontro è finalizzato a ripercorrere le tappe del conflitto fino a raccontare l'attuale situazione dell'invasione turca della zona.
Nel corso della guerra civile in Siria (iniziata nella primavera 2011 e non ancora terminata), le aree a maggioranza curda sono state in grado di organizzare milizie armate (YPJ femminile e YPG mista), in opposizione alle forze governative del presidente Assad e alle diverse truppe armate islamiste. Per non parlare dell'impegno contro lo stato islamico (Isis). Ma non solo aspetti militari, sono infatti  stati creati vari cantoni e nel 2014 si è data vita formalmente alla Confederazione del Nord-Est della Siria, il cui obiettivo consisteva principalmente nel garantire organizzazione e stabilità ai territori, basandosi sui principi del confederalismo democratico di Abdullah Öcalan (*). Viene quindi sviluppato sul territorio un progetto basato sui tre concetti fondamentali di democrazia, femminismo ed ecologia. Dopo l'eroica resistenza della città di Kobane, con il diretto supporto delle truppe statunitensi, le forze curde hanno continuato i loro sforzi fino alla sconfitta dell'ISIS nell'estate 2019. A ottobre 2019 però la Turchia decide di attaccare questo esperimento di libertà, invadendo parte del territorio della confederazione, generando una catastrofica situazione umanitaria e complicando ulteriormente il quadro geopolitico.

 

(*) Il Confederalismo Democratico vorrebbe essere  il sistema per creare una nazione democratica nel Kurdistan, un sistema attraverso il quale realizzare la liberazione e la democratizzazione del popolo curdo, tanto in una prospettiva nazional/culturale quanto sociale.

Questo sistema non persegue la creazione di uno stato-nazione curdo, bensì la creazione di una nazione democratica, la cui base è la società civile organizzata autonomamente in forma democratica, il cui centro di autogestione politica sono le assemblee delle comunità e dei consigli aperti locali, retti con la democrazia diretta. Questi, liberamente confederati e riuniti in congressi generali, con funzioni di coordinamento, andranno a costituire la nazione democratica del Kurdistan.

In ambito economico il Confederalismo Democratico persegue un sistema che permetta tanto la giusta distribuzione delle risorse quanto la tutela dell'ambiente, per cui si supera il capitalismo, verso un socialismo democratico in cui le risorse appartengono al popolo e l'economia è indirizzata al bene sociale e non verso l'accumulazione del capitale e verso il consumismo, cause tanto delle ingiustizie sociali quanto delle grandi violenze fatte all'ambiente naturale. 

La liberazione della donna è un altro pilastro del Confederalismo Democratico, con cui si cerca di creare una società libera dal sessismo, sia quello che proviene dalla tradizionale società patriarcale o dalle interpretazioni religiose sessiste, sia quello che promana dalla mercificazione della donna per la modernità capitalista.