Lettera ai parlamentari europei favorevoli al Trattato UE-Vietnam dal Comitato StopTTIP di Udine

Come è noto l' Europarlamento ha approvato il Trattato UE-Vietnam con 401 voti a favore,192 contrari e 40 astenuti.  Il Comitato StopTTIP di Udine ha inviato una lettera agli Europarlamentari favorevoli  chiedendo la motivazione del voto e ricordando polemicamente, si legge nella lettera: "che la delega concessale dai cittadini italiani La impegna a rispettare questo patto e a deliberare per i diritti non solo per i profitti; noi la monitoreremo nelle sue votazioni".

Egregio Europarlamentare,
noi del Comitato StopTTIP di Udine non riusciamo a comprendere il via libera al Trattato di Libero commercio UE-Vietnam con 401 voti a favore, 192 contrari e 40 astenuti, con il voto favorevole di buona parte del PD, dei 5 Stelle e di Forza Italia.

In occasione del voto abbiamo assistito allibiti, oltre a una certa superficialità, quasi a una frettolosità, al posizionamento dei gruppi politici in Europarlamento con inedite alleanze tra chi a parole ha dichiarato e dichiara un interesse prioritario per i DIRITTI e promette ai suoi elettori azioni politiche conseguenti, mi riferisco agli esponenti del PD e a quelli del Movimento 5 Stelle, e chi sostiene le ragioni del neoliberismo senza guardare al di là dei profitti.

E’ risultato così spaccato il gruppo socialdemocratico europeo, dato che solo i socialisti francesi, belgi e austriaci hanno saputo riconoscere la pericolosità di questo Trattato, mentre il resto della socialdemocrazia europea votava a favore, seppur con alcune astensioni, quasi con leggerezza su un voto dalle conseguenze così gravi.

Col dovuto rispetto per le istituzioni, ma nello stesso tempo con preoccupazione, Le poniamo alcune domande sulla questione.

1. COME mai Lei ha espresso un VOTO favorevole per dare via libera al Trattato UE-Vietnam, un Trattato che assicura il via libera ad un ennesimo accordo tossico, in dispregio del Made in Italy, dello sviluppo sostenibile, della tutela dell’ambiente e della solidarietà verso popolazioni che non vedono garantiti i loro Diritti fondamentali?

L’accordo non impone obblighi diretti, vincolati e applicabili agli investitori stranieri nel rispetto delle norme internazionali sui diritti umani e sociali, sul clima e le politiche ambientali. Il principio di precauzione è pure presente ma con una formula non vincolante e manca una clausola di revisione che consente di riesaminare parti dell’accordo. Non esiste un capitolo sulla sostenibilità, vengono protetti tutti gli investimenti stranieri senza vincoli.

2. COME mai una parte del gruppo S&D, attento tempo fa a sostenere la necessità che il Vietnam, prima della firma del Trattato, prevedesse una serie di adempimenti assenti dalla propria legislazione, come l’abolizione del lavoro forzato e lo sfruttamento dei lavoratori, ha votato a favore anche in assenza di queste decisioni?

Come riportato nel dossier sui Trattati elaborato dalla Campagna StopTTIPItalia sul CETA e i suoi cattivi fratelli, “nell'ultimo anno, le autorità vietnamite hanno arrestato arbitrariamente decine di attivisti e blogger. Nel mese di aprile 2018, le autorità vietnamite hanno condotto cinque processi politici e condannato dieci difensori dei diritti umani fino a 15 anni di carcere per aver esercitato pacificamente i diritti alla libertà di espressione e di associazione”. Il Servizio europeo per l'azione esterna ha condannato il 5 aprile 2018 l’arresto e la condanna di Nguyen Van Dai, Le Thu Ha, Pham Van Troi, Nguyen Trung Ton, Nguyen Bac Truyen e Truong Minh Duc, affermando che “hanno pacificamente sostenuto la promozione e la protezione dei diritti umani garantiti dalla Costituzione vietnamita, dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dal Patto internazionale sui diritti civili e politici. Le loro condanne sono in violazione diretta di questi accordi internazionali, che il Vietnam stesso ha sottoscritto e di cui l'Unione europea si aspetta il pieno rispetto”. La Repubblica socialista del Vietnam, dal canto suo, secondo quanto denunciano le associazioni, “ha intensificato la repressione e continua a punire la difesa pacifica, la libertà di informare e la libertà di espressione con la detenzione arbitraria, processi iniqui e lunghe reclusioni”.

3. COME mai non è bastato che 68 organizzazioni di tutta Europa avessero scritto a tutti voi europarlamentari denunciando, oltre alle violazioni dei diritti umani perpetrate nel Paese asiatico, anche le importazioni dal Vietnam di prodotti tessili e alimentari a basso costo e di bassa qualità?

E’ stato ignorato il pericolo che l’aumento delle importazioni agricole colpisca l’agricoltura italiana già in crisi, aumentando la pressione sul settore e rischiando di mandare fuori mercato le piccole e medie imprese. Esemplare a questo proposito la questione del riso, sulla quale si è giocata la maggior parte delle concessioni europee riguardo i contingenti tariffari esenti da dazi in arrivo dal Vietnam.

Questo “capolavoro politico” ora è legge per la parte commerciale, ma non è finita.

4. COME VOTERA’ lei nella prossima votazione riguardante la normativa sugli investimenti, dove potrebbe essere introdotto un nuovo arbitrato ISDS o ICS, quei famosi Tribunali arbitrali, grazie ai quali le imprese private potranno fare causa agli Stati per contestare regole sgradite?

Le chiediamo una motivazione del suo voto ricordandole che la delega concessale dai cittadini italiani La impegna a rispettare questo patto e a deliberare per i DIRITTI non solo per i PROFITTI; noi la monitoreremo nelle sue votazioni, siamo un Comitato di 800 persone legate alla Campagna italiana e a quella europea contro i Trattati di libero commercio.

Comitato StopTTIP di Udine

Liberalizzati commercio e investimenti tra Europa e Vietnam. Produzioni agricole italiane nell’angolo?