Lettera al direttore: Giustizia per gli aggrediti

All’inaugurazione dell’Anno giudiziario, il presidente della Corte d’Appello di Trieste, Oliviero Drigani, prendendo spunto dalla massima «Parcere subiectis et debellare superbos», ha auspicato una Giustizia «misericordiosa verso chi sbaglia, ma rigorosa con chi colpisce i soggetti deboli». Anche se non è stato esplicitamente citato dall’Alto Magistrato, il Popolo dei Beni collettivi del Friuli e della provincia di Trieste non può che rallegrarsi per questo augurio e per questo impegno.

Le Comunità titolari di Beni collettivi, infatti, senz’alcuna esitazione, si riconoscono pienamente ricomprese in più d’una categoria, fra quelle scelte dal dottor Drigani per esemplificare i «soggetti deboli», bisognosi di giustizia e di difesa dagli «spavaldi».

Ancor oggi, tali Comunità, troppo spesso, rientrano a pieno titolo fra gli «sfruttati» e gli «aggrediti», ai quali il presidente della Corte d’Appello ha fatto riferimento l’1 febbraio, e fra «chi si trova la casa devastata dai ladri»… Perciò, da Marano Lagunare a Collina, da Nogaredo di Prato a Fagagna, Forni di Sotto, Gemona e Muzzana, da Aviano a Clavais e Liariis, Cavazzo, Cercivento, Ravascletto, Sutrio, Zuglio... si uniscono al dottor Drigani nell’invocare una Giustizia «giusta perché dura e dura perché giusta», affinché cessino le usurpazioni, pubbliche e private, dei Beni collettivi e cessi la loro liquidazione, tramite inammissibili alienazioni o usi incompatibili con la loro perpetua destinazione agro-silvo-pastorale e con la loro preminente valenza paesaggistica e culturale (ribadite a chiare lettere dalla Legge statale 168/2017 “Norme in materia di domini collettivi”).

Il Popolo dei Beni collettivi del Friuli e della provincia di Trieste spera di poter avere al proprio fianco, finalmente, anche il Commissario regionale agli Usi civici (ilqualepuò agire d’ufficio, anche sulla base di notizie di stampa), in modo che gli Accertamenti dei Beni di collettivo godimento siano ultimati in tutto il territorio regionale; le Amministrazioni comunali non intralcino mai più la costituzione dei Domini collettivi; che, in mancanza di tali Enti, i Beni collettivi siano rigorosamente gestiti con amministrazione separata da parte dei Comuni; e che venga, infine, garantita l’inespropriabilità di questi Beni comuni di pubblico e generale interesse.

Luca Nazzi

Domini collettivi Fvg