Lettera alla Regione dal Comitato Paritetico Regionale per la Cooperazione Sociale del Fvg

Il Comitato Paritetico Regionale per la Cooperazione Sociale del Fvg che riunisce a livello regionale le associazioni della cooperazione sociale e le organizzazioni sindacali della funzione pubblica e dei servizi ha inviato all’Amministrazione Regionale ed alle associazioni degli Enti Locali, Asl ed Asp una lettera nella quale in merito alla grave situazione determinatasi con il Covid-19 fra l’altro si chiede di agire urgentemente e, ove opportuno, congiuntamente, sia per assicurare una pronta applicazione delle procedure di coprogettazione e riorganizzazione dei servizi, che per garantire regolarmente i pagamenti delle spettanze – almeno relative ai costi fissi incomprimibili – sospesi in alcuni casi da mesi. E’ inoltre indispensabile che l’Amministrazione Regionale intervenga presso il Governo e l’INPS per sollecitare l’avvio immediato dei pagamenti degli ammortizzatori sociali.

Si legge nella lettera con all'oggetto coprogettazione dell'uscita dall'emergenza Covid-19 e sostegno al settore della
cooperazione sociale:  "lo scrivente Comitato, riunitosi il 6 u.s. (alla presenza di: Gian Luigi Bettoli – presidente del CPR - e Paolo Felice, Legacoopsociali; Fiorella Luri e Renata Della Ricca – vicepresidente del CPR - FP CISL; Emanuele Iodice, FP CGIL; Athos Di Stefano, FISASCAT CISL; Tania Vescul ed Alessandro Burini, Federsolidarietà-Confcooperative; Paolo Bernardis, UIL FPL, Luca Bazzeo, AGCI-Solidarietà; invitata Federica Visentin, responsabile Relazioni Industriali di Legacoop Fvg.) ha esaminato la situazione della cooperazione sociale, che occupa nel territorio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia circa 13.000 lavoratori, per i 3/4 donne, in attività di tipo educativo, sociale, sanitario e di inserimento lavorativo di persone svantaggiate e disabili (un migliaio dei quali sono soci lavoratori).
Il primo dato emerso è la situazione di disagio crescente, legata ai corretti provvedimenti di distanziamento sociale, che colpisce soprattutto le categorie più fragili della popolazione, come i bambini, gli anziani, le persone assistite dai servizi sociali e sanitari, i disabili.
E' urgente che, con tutte le cautele igienico-sanitarie opportune, si lavori per la rapida riapertura dei servizi sospesi, permettendo innanzitutto ai soggetti più fragili di riprendere in sicurezza le attività educative, sociali e riabilitative necessarie.
A questo proposito, riteniamo che la normativa – sia ordinaria che emergenziale – offra i termini sufficienti per coprogettare rapidamente la rapida ripresa dei servizi sospesi o ridotti, in modo di avviare il pur progressivo processo di ritorno alla normalità. Ritardi e zone d'inerzia presenti in parte della pubblica amministrazione vanno rapidamente superati, anche per offrire a tutte le cittadine e cittadini (parte dei quali hanno bisogno della riattivazione dei servizi di welfare per poter rientrare al lavoro) un puntuale esercizio della funzione pubblica, soprattutto in questa fase difficile. Contemporaneamente, si pongono in risalto i pesanti costi sopportati dal personale e dalle aziende della cooperazione sociale regionale. I primi dati economici non sono meno drammatici di quelli del disagio sociale:
 metà del personale sospeso, affidato agli ammortizzatori sociali;
 l'INPS ha appena iniziato l'esame delle pratiche presentate, e si prevede che passeranno mesi prima dell'arrivo delle indennità;
 le cooperative hanno dovuto anticipare le indennità a proprie spese, assumendosi inoltre rilevanti costi aggiuntivi, relativi al personale mantenuto parzialmente in servizio;
 il fatturato è crollato di oltre un terzo nei primi due mesi di lock-down. Tutti dati segnati da un progressivo esaurimento delle
disponibilità finanziarie delle cooperative: evidenziando così una drammatica crisi generale del settore e mettendo anche a rischio quella stessa metà del personale che ha continuato a lavorare, come nelle case per anziani, in situazioni pesanti e rischiose, spesso al limite della sopportabilità. I dati in nostro possesso evidenziano come, da marzo a giugno, la disponibilità delle cooperative di anticipare il FIS al personale sta crollando drammaticamente, fino ad azzerarsi, mentre un terzo delle stesse denuncia la difficoltà di retribuire completamente il personale a partire da questo mese. Il ritardo nella riapertura dei servizi e nei pagamenti è tale, per cui nei prossimi mesi rischiamo di assistere al fallimento di gran parte delle cooperative sociali, ad iniziare da quelle PMI, perdendo un patrimonio umano che è parte costitutiva, spesso maggioritaria in alcune aree, della stessa funzione pubblica. All'Amministrazione Regionale ed alle Amministrazioni Locali chiediamo dunque di agire urgentemente e, ove opportuno, congiuntamente, sia per assicurare una pronta applicazione delle procedure di coprogettazione e riorganizzazione dei servizi, che per garantire regolarmente i pagamenti delle spettanze – almeno relative ai costi fissi incomprimibili – sospesi in alcuni casi da mesi. E' inoltre indispensabile che l'Amministrazione Regionale intervenga presso il Governo e l'INPS per sollecitare l'avvio immediato dei pagamenti degli ammortizzatori sociali.
Invitiamo pertanto a dare sempre maggiore impulso, vigore ed efficienza ai tavoli di coprogettazione e a rendere forte, celere ed efficace il raccordo fra Regione ed Enti Locali, al fine di dare risposte tempestive nel senso sopra riassunto".