LeU, “colpo di mano” di Pietro Grasso che pubblica la “bozza” del Manifesto di Liberi e Uguali, programma che però non è stato votato da nessuno

L'intensione è certamente buona, il risultato rischia però di essere deflagrante. Pietro Grasso leader elettorale del cartello LeU decide di “forzare” i meccanismi decisionali "incagliati", come lui stesso spiega, in un pericoloso immobilismo e posta ufficialmente sul sito di LeU e alla agenzie di stampa una lettera dal titolo "Costruiamo Liberi e Uguali. Insieme" con allegato il "manifesto" programmatico del movimento. Manifesto che però, come ammette lui stesso nella lettera d'accompagnamento è una “ sintesi dei contributi arrivati”. Insomma a stilare questo Manifesto di Liberi e Uguali è stato Grasso  in prima persona.

La decisione improvvisa di dare un colpo d'acceleratore oggi è stata certamente  provocata molto dalle dichiarazioni pubblicate questa mattina sul quotidiano Il Manifesto dall’eurodeputato milanese Antonio Panzeri di Mdp.  «Tutti noi evitiamo di parlarne, ma a quanto percepisco tutti pensano che l’esperienza Leu è ormai conclusa» ha confessato Panzeri alla giornalista Daniela Preziosi del quotidiano romano, spiegando che secondo lui lo stallo di LeU dura da mesi e che “la decisione – presa a maggio – di tenere il congresso fondativo si è impantanata”.

Ed ecco che Pietro Grasso in maniera piuttosto impulsiva, almeno così sembra valutando la sorpresa che il suo intervento sta suscitando a "sinistra"  ha preso “carta e penna” e non solo ha postato la lettera nella quale ribadisce la sua personale volontà a proseguire con l'esperienza di LeU, ma addirittura ha voluto “forzare la mano” come da lui stesso scritto nella lettera per sbloccare la situazione allegando il Manifesto programmatico. Difficile riesca nell'arduo compito di risvegliare una verve unitaria nelle varie componenti perché è chiaro che dalla periferia al centro ognuno si è chiuso nella propria bottega. Fra l'altro vi è anche stato un atto ufficiale che è strano siastato ignorato per 4 giorni. Parliamo del documento approvato dalla Direzione Nazionale di Sinistra Italiana che l'8 ottobre ha discusso la situazione politica in corso approvando una risoluzione finale che non lascia grandi speranze: Si legge in un passo: “Dopo le elezioni, LeU non è stata in grado di rappresentare il lievito di un’opposizione credibile, né il motore di riorganizzazione della sinistra in un soggetto politico unitario. Il motivo va ricercato nelle diverse opzioni strategiche che si sono manifestate nei gruppi dirigenti, senza avere nemmeno il coraggio di uscire allo scoperto per essere messe a disposizione di un dibattito franco e trasparente. Da mesi assistiamo a dichiarazioni contraddittorie, che hanno alla fine costretto il presidente Grasso a ricordare che non dovremmo essere interessati a commentare il congresso di un altro partito. Eppure l’impressione è che una parte consideri, come viene detto esplicitamente, il PD come l’unico soggetto in grado di riorganizzare il campo di un anacronistico e immaginario centrosinistra. Noi non possiamo essere d’accordo. Sinistra Italiana ha dato vita a LeU perché fosse il soggetto in grado di rappresentare l’alternativa a sinistra, in rottura esplicita con il ventennio precedente. Questo obiettivo non è stato raggiunto nella fase che ha preceduto il 4 marzo, ma si è progressivamente smarrito soprattutto nei mesi successivi, producendo di fatto una paralisi dell’iniziativa politica. Abbiamo provato con tenacia, pazienza e spirito unitario a tenere la barra per evitare questo esito, anche pagando un prezzo pesante sul piano dell’organizzazione interna, ma purtroppo senza un risultato apprezzabile”.

Ergo una pietra tombale sull'esperienza LeU o almeno questa è la lettura più ovvia. Ma si sa nella nebulosa di sinistra (in generale e non solo in quella "italiana") può succedere tutto e il contrario di tutto.  Comunque Grasso non ci sta e scrive:
"Dopo le elezioni del 4 marzo in tanti abbiamo rinnovato la promessa impressa nel nostro programma elettorale: “Liberi e Uguali partecipa alle elezioni politiche con una proposta autonoma e alternativa ai partiti esistenti, con una lista che è il primo passo verso la costruzione di un nuovo soggetto politico comune delle forze progressiste, civiche e di sinistra nel nostro paese”.
Io non ho cambiato idea. Il mio sogno non è cambiato: voglio, insieme a tutte e tutti voi, contribuire a fondare un partito di sinistra, autonomo e alternativo ai partiti esistenti.
Per raggiungere questo obiettivo comune ho dovuto, in certi passaggi, forzare la mano e compiere dei passi che potessero agevolare il processo. I due più significativi sono stati l’ordine del giorno dell’assemblea del 26 maggio – che indicava modi e tempi per il confronto tra le diverse anime che compongono LeU – e l’avvio del Comitato promotore nazionale – cui abbiamo affidato il compito di stilare le tesi del Manifesto.
Il lavoro del Comitato è stato eccezionale per passione, impegno, dedizione, idee e contributi. In tre mesi persone diverse per età, esperienze e competenze hanno lavorato attorno ai nuclei problematici del presente e del futuro, per costruire insieme l’identità di un partito di sinistra pienamente consapevole del tempo difficile che stiamo vivendo e capace di affrontare le sfide che verranno.
Un documento, un manifesto, teso a definire la cultura politica alla base del progetto di LeU, da affidare alla discussione e alla votazione in quella fantomatica “prima fase” che avrebbe dovuto chiudersi entro il 30 settembre. Siamo alla metà di ottobre e, per ragioni strumentali, la “prima fase” non è nemmeno iniziata.
Sono abituato a mantenere fede alla parola data. Per questo ho deciso di fare io stesso sintesi dei contributi arrivati e stilare il Manifesto di Liberi e Uguali, disegnando, a partire dalle riflessioni del Comitato, il perimetro ideale entro il quale dovrà muoversi la nostra proposta. Saranno altri, spero, a trasformare questo Manifesto in un programma politico.
Non nego che le diverse e reiterate prese di posizione pubbliche di apertura a rassemblement più o meno “popolari”, legittime ma senza coordinamento alcuno con il coordinamento politico di LeU, mi hanno convinto a fare questa – vi assicuro ultima – forzatura per tutelare il progetto originario, nella speranza che serva a far nascere una proposta condivisa per andare avanti, insieme, e costruire Liberi e Uguali. Chi intende tornare alla sua vecchia casa politica lo faccia al più presto, e ci lasci proseguire. Perché noi andremo avanti.
È quello che chiedono i Comitati territoriali di LeU nati in molte città d’Italia: è quello che chiedono elettori, militanti e dirigenti sui territori, gli stessi che hanno dedicato tempo e risorse alla campagna elettorale che ha portato in Parlamento 14 deputati e 4 senatori, e che meritano più rispetto di quanto riservato loro finora. Meritano la chiarezza di una proposta autonoma e alternativa, non la confusa speranza dell’attesa di un ravvedimento altrui al momento non percepibile. Le idee sono importanti, ma sono le azioni a renderle concrete. In questo momento la battaglia contro le Ong iniziata dal Ministro Minniti è stata portata a compimento dal Ministro Salvini. Il Mediterraneo sarebbe senza testimoni se non ci fosse Mediterranea, la nave che è partita alcuni giorni fa grazie all’impegno di molte Associazioni e di alcuni esponenti di LeU”.

La lettera  termina con l'augurio di "buon vento", ma non è chiaro se il riferimento è solo alla spedizione "Mediterranea". Speriamo sia così e che non debba invece navigare in  acque tempestose come si annunciano quelle di LeU.

Allegato alla lettera sul sito vi è il MANIFESTO di Grasso più che di LeU in sintesi ed in versione completa.
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