L’Europarlamento riforma il fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione

Il Parlamento Europeo ha approvato  la riforma del Fondo UE di adeguamento alla globalizzazione per sostenere anche i lavoratori licenziati a causa dei cambiamenti tecnologici o ambientali. Il testo legislativo, che chiude la prima lettura del Parlamento, è stato adottato con 570 voti favorevoli, 103 voti contrari e 14 astensioni. Con le norme approvate oggi, è stato cambiato il nome del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEAG) in Fondo europeo per la transizione (FET). Gli eurodeputati, inoltre, ne hanno ampliato il campo di applicazione per poter affrontare gli effetti negativi non solo della globalizzazione, ma anche delle transizioni tecnologiche, come la digitalizzazione e l’automazione, nonché della transizione verso un’economia efficiente sotto il profilo delle risorse. Il Parlamento ha anche abbassato la soglia per poter accedere ai finanziamenti, portandola a 200 o più licenziamenti, requisito necessario per un’impresa UE per presentare una domanda al FET.
Alla luce di questi cambiamenti, “il nuovo Fondo europeo per la transizione”, secondo gli Eurodeputati, “sarà più orientato al futuro, per affrontare gli effetti negativi della digitalizzazione e dell’automazione”. Inoltre, in questo contesto, è anche stata abbassata la soglia per permettere a più aziende di accedere ai finanziamenti.

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