Libertà di stampa: Rai, inchiesta su migranti censurata. Dossier “Prigionieri sull’isola” nel cassetto per scelta direzione

Iniziato il nuovo corso in Rai? Probabile dato che ieri un servizio guarda caso sul tema migranti è stato censurato con la scusa di proteggere i minori inquadrati nel servizio che riguardava la denuncia delle durissime condizioni di vita di adulti e bambini bloccati nei campi per "migranti" sull’isola di Lesbo e in Bosnia .  “Uno scoop che per ora resta nei cassetti del Tg2. Potrebbe essere il primo caso di un’inchiesta giornalistica che ha già determinato la rimozione e la messe sotto inchiesta di 4 agenti di polizia, ma rischia di non andare in onda. Ieri la direzione del Tg2 ha bloccato la trasmissione, prevista alle 23.15, del Dossier di Valerio Cataldi “Prigionieri sull’isola” che illustra, con lo stile crudo ma sensibile ormai da tutti riconosciuto all’autore, le durissime condizioni di vita dei migranti sull’isola di Lesbo e in Bosnia”. E’ quanto si legge in una nota del comitato di redazione del Tg2. “Al posto del reportage si è vista una replica – prosegue la nota -. La direzione aveva chiesto la copertura di tutti i volti di minorenni, presenti nel reportage, in ottemperanza alla Carta di Treviso. Non essendo stato possibile farlo, anche per l’opposizione dell’autore, si è optato per la soluzione della replica. L’autore e il CDR hanno opposto come una copertura generalizzata non fosse conforme allo stile e ai piani di produzione del reportage, né necessaria perché il racconto non è tale da produrre danni o conseguenze negative sulla personalità dei minori coinvolti. In questo hanno ottenuto il sostegno dell’Usigrai e il conforto del parere di uno degli estensori della Carta di Treviso, Franco Elisei, che ha scritto, dopo aver visionato il Dossier: “Le immagini dei minori nel servizio, ad eccezione di un paio di riserve, appaiono emblematiche e fortemente significative del dramma e del fenomeno evidenziato. Con forte valenza storico-sociale. E senza una ricaduta diretta sul loro equilibrio”. Il cdr del Tg2 “si rammarica per la mancata messa in onda di un prodotto giornalistico di grandissima qualità, proprio nel momento in cui un documento video di carattere amatoriale, pubblicato dall’autore del Dossier sulle reti sociali – quando ancora era prevista la regolare trasmissione del reportage – ha provocato importanti conseguenze in Grecia. Nel documento si vedono alcuni agenti di polizia insultare pesantemente un’anziana profuga evidentemente inerme e strapparle il bastone, gettandolo lontano. Il video è diventato virale in breve ed è stato seguito – si apprende dalla stampa greca – dalla decisione di rimuovere gli agenti in questione”. Il paradosso è che si usa una carta deontologica nata nel 1990 che detta regole che da una parte salvaguardino il  diritto di cronaca e dall'altra inviti alla responsabilità nei confronti dell'immagine di bambini e adolescenti. Alla base c'è il principio di difendere l'identità, la personalità e i diritti dei minorenni vittime o colpevoli di reati, o comunque coinvolti in situazioni che potrebbero comprometterne l'armonioso sviluppo psichico. Ora è del tutto evidente che non è certo la messa in onda di una inchiesta tesa ad evidenziare e chiedere l'intervento internazionale in favore di quelle persone  a "comprometterne l'armonioso sviluppo psichico"  e fisico, aggiungiamo noi, di quei bambini. E' chiaro che da parte della Rai si è operato in autotutela...., ma delle poltrone.