Libri: “La montagna vivente”: il gioiello perduto dell’autrice scozzese Nan Shepherd per la prima volta tradotto in Italia

Sarà in libreria dal 26 aprile prossimo il nuovo titolo della collana di letteratura di montagna "Passi", edita da Ponte alle Grazie e Club Alpino Italiano. Il gioiello perduto di Nan Shepherd per la prima volta tradotto in italiano, un'opera all'incrocio tra più generi: autobiografia, storia naturale e meditazione filosofica. Per The Guardian «Il libro più bello sulla natura e il paesaggio che sia mai stato scritto».

Si presenta così "La montagna vivente" di Nan Shepherd, nuovo titolo della collana di letteratura di montagna "Passi", edita da Ponte alle Grazie e dal Club Alpino Italiano, in libreria dal prossimo 26 aprile.

Per tutta la vita, la scrittrice scozzese ha affrontato le impervie alture dei Cairngorm, nella Scozia Meridionale. Verso la fine della Seconda guerra mondiale le sue riflessioni e i suoi appunti sono confluiti in un libro, che in Gran Bretagna è diventato un classico.

Il Club alpino italiano dedicherà all'opera uno spettacolo poetico al Trento Film Festival. L'appuntamento è in programma domenica 29 aprile alle 19 allo Spazio archeologico del SASS (Piazza Cesare Battisti, Trento), con Marco Albino Ferrari e le letture di Cristina Palomba. Interverrà Robert Macfarlane, che ha firmato l'introduzione del libro.

"E' un'opera che permetterà ai lettori di comprendere come dietro un alpinista spesso vi sia un'importante realtà umana ed esistenziale", afferma il Presidente generale del CAI Vincenzo Torti. "Una realtà descritta in modo assolutamente meritevole, capace di rendere chi legge partecipe di una dimensione che, nel proprio profondo, conoscono tutti coloro che amano e frequentano la montagna".

DALL'INTRODUZIONE DI ROBERT MACFARLANE
«Quasi tutte le opere di letteratura alpinistica sono state scritte da uomini, e quasi tutti gli alpinisti uomini focalizzano la loro attenzione sulla vetta […]. Ma aspirare a raggiungere il punto più alto non è il solo modo possibile di scalare una montagna, né il racconto di un assedio e di un assalto è il solo modo per scriverne. La montagna vivente racconta di come, col tempo, [Nan] imparò a inoltrarsi nelle alture senza una meta, "semplicemente per stare con la montagna come quando si fa visita a un amico, senza altra intenzione che stare con lui"».

IL LIBRO

Nato dal fuoco, scolpito dal ghiaccio, rifinito dal vento, dall'acqua e dalla neve: il massiccio dei monti Cairngorm, nella Scozia nordorientale, chiamato anche «l'Artico della Gran Bretagna», è il protagonista di questo vero e proprio capolavoro della letteratura di alpinismo. L'autrice, la scrittrice e poetessa scozzese Nan Shepherd (1893-1981), lo ha esplorato per tutta la vita, percorrendolo in lungo e in largo in un eterno ritornare, scoprire, ricordare. «Eterno» perché muoversi negli spazi di queste montagne, vibranti delle energie che operano da milioni di anni nell'universo, significa per lei entrare in contatto con la vera essenza della natura e di sé stessi. In quel moto che è al tempo stesso contemplazione, i sensi si acuiscono per percepire suoni, colori, profumi e consistenze e la mente li accompagna, dapprima rapita e poi forte di una nuova consapevolezza. Chi ha dimestichezza con la montagna conosce questa pienezza nella rarefazione, questa vertigine così vicina al filosofare nel suo senso più originario; ma Nan Shepherd ha trovato meglio di chiunque le parole per descriverla. Ognuno di noi ha un luogo - una montagna, ma anche un bosco, un sentiero, un fiume, una vallata - nei confronti del quale prova un intimo senso di appartenenza. La montagna vivente è il libro da portare con sé per compiere ancora una volta quell'escursione prediletta.
L'AUTRICE

Nan Shepherd (1893-1981), scrittrice e poetessa scozzese, si è laureata nel 1915 all'Università di Aberdeen e ha insegnato Letteratura inglese per più di quarant'anni. Camminatrice e appassionata di giardinaggio, ha trascorso lunghi periodi sui monti Caringorm, amandoli e percorrendoli senza stancarsi mai, alla ricerca della loro vera essenza. Scritto durante la Seconda guerra mondiale, La montagna vivente è stato pubblicato in Inghilterra solamente nel 1977, diventando subito un classico, più volte ristampato e tradotto in diverse lingue. 

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