Licenziamenti Eaton Monfalcone. Incontro di Serena Pellegrino (Leu – Sinistra Italiana) con i lavoratori

"Nemmeno ammessi all'interno dello stabilimento Eaton di Monfalcone per incontrare in sala mensa i delegati RSU, ho parlato nella portineria della situazione dei dipendenti che a marzo, allo scadere del preavviso di licenziamento, non hanno nessuna intenzione di uscire con le proprie gambe dai luoghi dove lavorano e producono per chi, a 12 mila chilometri di distanza, ha con gelida brutalità deciso del destino di persone e famiglie, dipendenti, interinali e dell'indotto aziendale. " Lo spiega la parlamentare Serena Pellegrino ( LeU - Sinistra Italiana) che ha incontrato questo pomeriggio Luca Sterle, Maurizio Tondo, Alessandro Fontana del coordinamento RSU Eaton, insieme al segretario provinciale della FIOM CGIL Livio Menon. " Ho sollecitato la sottosegretaria del Ministero del Lavoro, Franca Biondelli, che mi assicurato l'imminenza della risposta all'interrogazione che ho presentato sul licenziamento in massa alla Eaton di Monfalcone. Il Governo ha conservato pieni poteri, quindi può agire concretamente sulla situazione dei dipendenti licenziati della Eaton e porre rimedio al vuoto pneumatico sul piano degli ammortizzatori sociali che si è determinato a causa delle norme del Job Act." Conclude Pellegrino: " Ovviamente si esce con un profondo senso di condivisa umiliazione e assoluta indignazione dal colloquio con persone che la società ha avuto il coraggio di definire personale non ricollocabile per bassa professionalità, dopo che questi dipendenti sono gli stessi che sono andati ad insegnare come si lavora agli operai dello stabilimento aperto da Eaton in Polonia nel 2004, e che hanno realizzato gli incrementi di produttività richiesti, passando indistintamente dalle scrivanie alle macchine pur di farcela a rispondere alle richieste e tenendo duro con quella forza e determinazione che è una delle caratteristiche della classe operaia. Eaton forse non ha fatto i conti proprio con quella forza e determinazione. Non potremo che essere al loro fianco nella lotta intrapresa.
Tutto questo purtroppo per noi non è una novità: quando le aziende appartengono a multinazionali diventano semplicemente una riga da espungere nelle colonne dei bilanci.”