Liguori (Patto per l’Autonomia – Civica FVG): «Nel 2024 ci sono state 314 dimissioni volontarie dal personale sanitario. Serve agire al più presto»

«Il fenomeno delle dimissioni volontarie del personale sanitario in Friuli Venezia Giulia è un enorme problema che non possiamo ignorare». Così la consigliera Simona Liguori del gruppo Patto per l’Autonomia – Civica FVG, commentando i dati forniti dall’assessore regionale alla Sanità in risposta alla propria interrogazione presentata nella seduta odierna del Consiglio regionale.

Dalla risposta dell’assessore è emerso che nel corso del 2023 si sono registrate nelle tre Aziende ASUGI, ASFO e ASUFC 347 dimissioni volontarie tra medici, infermieri, mentre nel 2024 il numero era stato di 314;

«Questi dati – ha sottolineato Liguori – confermano una tendenza preoccupante, che rischia di compromettere la tenuta del nostro sistema sanitario pubblico, già in sofferenza per carenze di organico e difficoltà nel reperimento di professionisti qualificati con lunga esperienza lavorativa alle spalle».

Liguori ha richiamato anche l’iniziativa promossa dall’Azienda Regionale di Coordinamento per la Salute (ARCS), che ha diffuso un questionario dal titolo ‘Perché il personale sanitario lascia? Aiutaci a comprenderlo’, destinato a chi ha rassegnato le dimissioni, nell’ambito del progetto europeo EU Survey – Health Promoting Hospitals & Health Services.

«Si tratta di un passo utile per comprendere le motivazioni di chi ha lasciato – ha aggiunto Liguori – ma ho chiesto all’assessore di farsi parte diligente nel monitorare la soddisfazione del personale attualmente in servizio nel SSR, così da poter individuare tempestivamente le criticità e mettere in campo azioni di miglioramento concrete e immediate».

«Vale poco, infatti, chiedere a chi si è dimesso magari uno o due anni fa le ragioni della sua scelta, se nel frattempo non si interviene per migliorare le condizioni di chi lavora oggi”».

Liguori ha concluso ribadendo che «la valorizzazione del personale sanitario, il miglioramento dell’ambiente di lavoro e la promozione del benessere organizzativo sono elementi indispensabili per garantire la qualità e la sostenibilità del Servizio Sanitario Regionale».