Liguori: “Rilevante pronunciamento della corte di Cassazione sui malati di Alzheimer in fase avanzata”

“Chi ha un familiare affetto da una grave forma di Alzheimer sa quante difficoltà deve affrontare. Parliamo di una patologia che quando è severa e progressiva – afferma Liguori – richiede interventi continuativi, complessi e integrati. Non è accettabile che, di fronte a un bisogno sanitario così evidente, l’onere economico ricada in misura significativa sulle famiglie».

È questo il cuore dell’interrogazione presentata dalla consigliera regionale Liguori, che richiama un rilevante pronunciamento della Corte di Cassazione.

Il riferimento è all’ordinanza n. 26943 del 17 ottobre 2024 con cui la Suprema Corte ha ribadito un principio di diritto di grande importanza: quando le prestazioni socio-assistenziali sono inscindibilmente connesse a quelle sanitarie, devono essere integralmente poste a carico del Servizio sanitario nazionale. In particolare, nei casi di pazienti gravemente affetti da Alzheimer, l’attività svolta dalle strutture residenziali è stata qualificata come attività sanitaria, poiché diretta alla tutela del diritto fondamentale alla salute e non separabile in quote autonome.

«La Cassazione – sottolinea la consigliera – ha chiarito che non si può continuare a ragionare in termini di “prevalenza” tra assistenza e sanità quando le due dimensioni sono strettamente intrecciate. Se la prestazione è inscindibile, deve essere considerata sanitaria a tutti gli effetti».

Con l’interrogazione, la consigliera chiede dunque se la Giunta intenda adeguare formalmente indirizzi, linee guida e atti di programmazione regionale affinché l’orientamento della Cassazione trovi applicazione omogenea sul territorio.