L’imperatore nella sua stanza da guerra (cit. vdgg 1970)

Già prima dell’A.D. 2017 la futura imperatrice pianificò concettualmente le sue teorie per ribaltare l’egemonia di sinistra che governava da anni la città di Monfalcone.
Lei ebbe la becera fantasia di individuare il “NEMICO” (bisogna pur sempre avere un nemico per sentirsi vivi e non far ragionare il popolo), un NEMICO da eliminare (cit. Ass. Calligaris), quel nemico che poteva mettere in discussione la sua salita al trono per cui cercare consensi tra i cittadini disorientati.
Troppi bengalesi di religione mussulmana planati non solo sul suolo monfalconese grazie agli accordi romani fatti e sotto firmati da Fincantieri – in quota LEGA – e governanti dell’attuale governo a guida leghista come l’imperatrice, che svolgono lavorazioni umili e a sottocosto tra le ditte in appalto o sub appalto presso il cantiere navale.
Ecco il NEMICO da colpire con i consensi dei cittadini locali che intanto affittavano a questi soggetti cantine e garage, senza bagno, tutto rigorosamente “in Nero”, in quel momento pioveva sul bagnato così come oggi quegli stessi cittadini vorrebbero passeggiare sulla piazza d’armi sotto il municipio con un porco – maiale-al guinzaglio così da instaurare un deterrente di pseudo religione cattolica (?) alle passeggiate degli amici bengalesi.
Ma tutti si sono dimenticati, o hanno voluto dimenticare la storia di Monfalcone, cittadina di agricoltori e muratori che piano piano sono entrati nella grande fabbrica costruita da esuli istriani, lussiniani che con l’appoggio dell’impero austriaco ebbero in concessione il terreno paludoso su cui costruire il cantiere.
Aiutati da maestranze inglesi venne messa in piedi la grande fabbrica assieme al quartiere operaio di Panzano con tutti i suoi servizi sociali e ricreativi, i primi operai arrivati come maestri d’ascia erano di origine slovena e rimane ancora impresso la canzonetta che si cantava per canzonarli :
” xe piu esuli qua che formighe par tera, i ne ruba el lavor, i ne magna el panin e i xe in tera straniera” – prima forma di razzismo verso altri popoli, altre genti ed etnie che arrivavano a Monfalcone solo per lavorare.
Stessa cosa succedeva alcuni anni dopo con l’arrivo dell’allora classe operaia proveniente da sud Italia, anche loro venivano canzonati come gli esuli istriani al grido di: “teroni, cabibi”, questi soggetti si stabilirono non solo nelle fabbriche metalmeccaniche ma pure nei corpi dei Carabinieri e Polizia di Stato tanto che alcuni esponenti provenienti dal sud occuparono, nel tempo, posti di prestigio nella comunità che li accolse divenendo eletti democraticamente sino alla poltrona di Sindaco, di Presidente della Pro-Loco, Presidente della squadra di calcio dell’allora Italcantieri oltre che vestire il titolo di”capomedico” dell’allora “cassa malati”.
Tutti questi percorsi vennero politicamente accettati per equilibrio politico/sociale tra gli ex partiti della DC, PSI, PCI, PLI, PRI PSDI e MSI. Questa è la storia del nostro passato che dal 1990 e successivamente nel 2000 è stata volutamente nascosta tra la polvere di qualche cassetto perché comunque conteneva forme verbali di razzismo ma non si passò mai il limite con l’arroganza o la volontà di volerli cacciare perché non autoctoni e cristiani, si capiva che venivano al nord per trovare un serio posto di lavoro, tutte cose contrarie a quanto si è permessa di fare l’imperatrice usando come arma la religione ed il loro diritto Costituzionale di ritrovarsi per pregare. In nome del cristianesimo si son fatte troppe crociate e troppe guerre dove stanno ancora pagando solo i più deboli, ma purtroppo i ragazzi sia a scuola che nelle famiglie non conoscono questo passaggio storico perché non viene a loro raccontato in maniera seria, o forse perchè spinti da frasi fatte dai media o dalle famiglie. Si preferisce rincorrere i fantasmi inventati da chi ci governa inventandosi aneddoti non veri per essere sempre più convinti di avere ragione. Qui l’imperatrice ha fatto bingo!
Per cui negli ultimi vent’anni ha dovuto “INVENTARE” un NEMICO attraverso il quale costruirsi una figura da imperatrice salvatrice dei popoli, protettrice dei deboli, amica dei potenti, custode della Pace (?) operando psicologicamente su questo tema essa è riuscita a creare il malcontento tra i poveri ed ignoranti incapaci di ragionare con il proprio cervello e non capaci di leggere e capire gli articoli e gli slogan lanciati “ad cazzum”.
Per cui inutile battere i pugni sul tavolo dove l’imperatrice ed i suoi jolly continuano ad abbuffarsi per mantenere il proprio status, è solo una farsa, una presa in giro per i cittadini.

La sinistra locale dal 2017 ha preso due sonore batoste elettorali, inutile andare ad analizzare cause e motivi; ora la sinistra deve stare unita ed avere il coraggio di individuare quale sia il NEMICO nel Palazzo costruendo progetti capiti dalla gente che portino ad un ribaltamento dell’attuale governo fascista dando credibilità alla cittadinanza.
Lavorare assieme con idee e fantasie, con sogni ed utopie da rincorrere con concetti libertari e democratici:
Combattiamo assieme agli operai che difendono i loro diritti e i loro salari mentre muoiono sul posto di lavoro
Combattiamo ed aiutiamo i pensionati a difendere ed aumentare le loro pensioni senza farli arrancare per le bollette mensili
Combattiamo per i problemi sanitari dove gli anziani vengono sbattuti fuori dagli ospedali ed impossibilitati ad accedere nelle case di riposo perché troppo malati
O soggetti infermi e bisognosi di cure che trovano solo a pagamento e (magari) in nero
Dare veramente spazio ai giovani per attività sportive e culturali, senza che Associazioni speculino nelle iscrizioni annuali, e rivedere la legge su “SPORT & SALUTE” che mira a far chiudere le piccole ASD che operano di volontariato solo per dare maggior visibilità a chi vuol fare business attraverso lo sport
Dare spazio e possibilità allo sport per i disabili oggi nascosti e segregati tra le famiglie dove ci si ricorda di loro solo per qualche medaglia e poi … il nulla
Eliminare i troppi campi di calcio/calcetto esistenti per dare spazio ad altre discipline che potrebbero dare lustro alla nostra città attraverso i giovani atleti
Riprendere in mano le redini del CRUA a Monfalcone dove ancora oggi si muore di amianto e domani di fibre vetrose
Un’utopia non difficile da realizzare se ci si crede veramente, strutture e materiale umano esistono sul territorio, basta parlare senza terrorizzare o enfatizzare, ma con i piedi ben piantati a terra. Se tutti assieme ci si crede, senza giochi di scranni o velleità personali, un’alternativa è possibile: PERCHE’ NON PROVARCI?

Franco Buttignon Cittadino monfalconese