L’importanza del sistema Confidi in Fvg

Un bilancio da 17 milioni di euro, affidamenti in essere stabilizzati a quota 110 milioni di euro, di cui garantiti per 60 milioni e 4.131 soci attivi. Sono questi solo alcuni numeri relativi al Confidi Pordenone presentati ieri durante la assemblea ordinaria e straordinaria al Teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento.
Oltre alla approvazione del bilancio di esercizio consuntivo del 2015 anche l’approvazione del progetto di di fusione per incorporazione di Medio Confidi FVG - Società consortile per azioni in Confidi Pordenone.
All'incontro ha partecipato anche il vicepresidente della Regione Fvg, Sergio Bolzonello, il quale ha ricordato la strategicità della rete dei Confidi del Fvg e l’importanza del sostegno economico garantito dalla Regione.
Il finanziamento regionale, infatti, è passato dagli 11 milioni dal 2007 al 2012 ai 15 milioni nel solo biennio 2014-2015. A questi si aggiungeranno altri 5 milioni nell’anno in corso.
Un crescendo di garanzie che diventano fondamentali per il corretto sviluppo dell’economia regionale. Bolzonello ha anche auspicato la messa in rete del sistema Confidi regionale, irrobustendo l’intero comparto.
Sul fronte dei numeri di bilancio, il presidente Roberto Cao, ha sottolineato il rafforzamento patrimoniale conseguito nel 2015. Nonostante un calo degli affidamenti garantiti (-5%), si tratta di una perdita di gran lunga inferiore alla media del sistema (25%).
Nel corso dell'anno passato, l'attività di Confidi Pordenone si è concentrata su tre aspetti: il sostegno finanziario alle aziende che comunque usciranno dal mercato, la maggiore apertura di credito per le aziende che si stanno internazionalizzando. Infine la terza direttrice ha riguardato il sostegno a favore delle start up  affinché potessero iniziare la propria operatività. A tal proposito Cao ha rimarcato la necessità di continuare a dare fiducia a queste nuove imprese, premiando così progetti innovativi e idee dal potenziale di crescita interessante. «Sostenere le star up  - è stato ricordato - diventa una forma di investimento per il futuro dell'intero sistema economico regionale».
A fronte di una contingente difficoltà del terziario per il mancato aumento dei consumi interni, è stata evidenziata anche una piccola ripresa del settore industriale.

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