Lo strano affair Mangiarotti, Ziberna lancia un “J’Accuse”

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In una lunga e dettagliata interrogazione, Rodolfo Ziberna – consigliere regionale  e vice Presidente del Gruppo Consiliare “Il Popolo della Libertà”, pone all’esecutivo una precisa domanda: «Perché Friulia, dopo avervi investito  milioni di euro, ha ceduto la proprietà di Mangiarotti alla Westinghouse per poco più di 600 mila euro?».
Ziberna in una precisa ricostruzione dei fatti, chiede a Serracchiani e Bolzonello conto di una decisione che, dal punto di vista economico, sembra davvero “poco comprensibile”.
l’antefatto. Tutto ebbe inizio nel 2010 quando Friulia entrò on 7,5 milioni di euro nel capitale sociale di Mangiarotti, uno dei maggiori produttori al mondo di componenti per l’industria nucleare, petrolifera e gasiera con stabilimenti a Monfalcone e Pannellia di Sedegliano. Due anni dopo una seconda iniezione di liquidità di 2,5 milioni portò il totale dell’investimento a quota 10 milioni, pari al 28,57% del pacchetto azionario.
Ziberna sottolinea anche la mancanza di trasparenza che contraddinse gli accordi stretti con Imc Holding che deteneva la maggioranza di Mangiarotti, e precisa che la crisi dell’azienda era finanziaria e non industriale, viste le grosse commesse in portafoglio. «Westinghouse -sostiene Ziberna – non avrebbe potuto permetterne la chiusura dato che nelle officine di Pannelia e di Monfalcone si producono diversi manufatti essenziali per la costruzione di importanti centrali nucleari nel mondo, la cui mancata consegna avrebbe provocato alla società americana danni inestimabili sia di immagine che economici».
«Perchè – si chiede ancora – Friulia nel 2013 non accettò la proposta della Westinghouse di subentrare nel patto di pegno stipulato con Imc. La finanziaria Fvg dovrebbe rimanere nel capitale sociale delle società in cui partecipa il tempo necessario a sostenerle per renderle autonome». Dulcis in fundo, nel 2014 Friulia votò in assemblea dei soci di Mangiarotti la riduzione del capitale sociale da 35 a 2,1 milioni di euro, prima della successiva cessione a Westinghouse per “soli” 600 mila euro. Chiamando in causa i vertici della Regione, Ziberna conclude: «Appare non peregrino temere che dietro il velo della crisi finanziaria, potrebbe essere stato attuato un preciso disegno volto a portare Mangiarotti sulla soglia del fallimento ostacolando (e non favorendo) l’accesso al credito, arrivando a giugno alla drastica riduzione di capitale e l’azzeramento di 25 milioni di euro di azioni ordinarie, peraltro garantite dalla stessa Friulia. Senza dimenticare le 7,8 milioni di azioni privilegiate di proprietà della finanziaria, anch’esse andate in fumo per sua stessa volontà».

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