Lo striscione giallo triestini in piazza

Penosa rissa in nsiglio comunale a Trieste durante la discussione per il ripristino dello striscione "Verità per Giulio Regeni" sulla facciata del Municipio. Il sindaco Roberto Dipiazza ha preso la decisione di rimuoverlo, suscitando forte malcontento sfociato in una manifestazione davanti al Municipio organizzata da Amnesty International. E proprio alcuni manifestanti che assistevano al consiglio comunale sono venuti alle mani con la polizia Municipale. La seduta é stata sospesa ed é poi ripresa con la bocciatura a maggioranza, 25 voti contro e 15 a favore, della mozione presentata dal gruppo del Pd per ripristinare il celebre striscione giallo. «Dico stop allo sciacallaggio - ha dichiarato senza mezzi termini Di Piazza - le polemiche e le strumentalizzazioni hanno offeso e offendono la memoria di questo ragazzo e la sua famiglia». Di parere molto diverso le centinaia di manifestanti che nella centralissima Piazza Unità d’Italia hanno sfidato le raffiche di vento della Bora per protestare contro il sindaco giuliano. La decisione di rimuovere lo striscione è stata interpretata come un errore «non condiviso da migliaia di triestini» che ne hanno chiesto il ripristino. Ci sono stati momenti di tensione con spintoni, schiaffi e pugni tra manifestanti e forze dell'ordine. Manifestanti che sono stati poi espulsi dall'Aula. Pino Roveredo, lo scrittore vincitore del Premio Campiello 2005, non usa mezzi termini. «Ci fa ribrezzo - dice - questo gioco politico che va a colpire sicuramente persone che hanno sofferto».