Lobby stelle e strisce (e non solo) in azione per difendere gli interessi economici legati al calcio
Agli affaristi legati al mondo del calcio 70000 morti non sono sufficienti, le lobby si stanno muovendo, sia mediaticamente mettendo in discussione quanto scritto dall’autorevole quotidiano britannico Times rispetto alla possibile imminente sospensione di Israele da tutte le competizioni, ma soprattutto evidenziando che anche se la Uefa valutasse di sospendere Israele, l’operazione avrebbe poche chance di riuscita. Ed in effetti non bisogna dimenticare che il massimo organismo del calcio europeo ha sopra di sé prima la Fifa, che difficilmente darebbe il via libera alla sospensione per via dei buoni rapporti col presidente americano Trump principale sponsor di Netanyahu considerando che i prossimi Mondiali saranno proprio negli Stati Uniti, e poi il Cio, che ha già fatto scandalosamente sapere come nel caso di Israele, secondo loro, non ci sarebbero violazioni della Carta Olimpica. Potenza del denaro. In realtà è comunque possibile che la Uefa proceda di propria iniziativa autonoma, estromettendo il Maccabi Tel Aviv dalle coppe europee e la nazionale israeliana dalle Qualificazioni ai Mondiali 2026, ma aprendo uno scontro senza precedenti fra organismi dello sport internazionale. Fra l’alto i tempi non giocano a favore, almeno rispetto alla data del 14 ottobre per Italia-Israele a Udine, dato che la Federcalcio israeliana potrebbe comunque fare ricorso, in prima istanza alla Fifa, e poi nel caso al Tas (Tribunale Arbitrale dello Sport). Insomma interessi politici e soprattutto economici rischiano, ancora una volta, di prevalere su quello che appare palese, il potere sportivo non si ferma neppure davanti al sangue versato e all’evidenza dei fatti, per non parlare poi del doppiopesismo, perché a questo punto la Russia dovrebbe essere riammessa alle competizioni. Non resterà che boicottare quella partita.




