Logistica e ricerca: Il rilancio dell’economia regionale non può considerare il Friuli “territorio con servitù di passaggio”

Riceviamo dal Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli: "Dice il presidente della Giunta regionale Fedriga che il rilancio dell'economia regionale dopo la crisi determinata dal Covid-19 richiederà l'uso dei fondi europei (dovrebbero essere circa 4 miliardi per la nostra Regione, se Roma rispetterà le proporzioni di popolazione e territorio) per investimenti nella logistica e nella ricerca. Una visione interessante ma, come diceva Andreotti, “a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina”, poiché par di capire che la “logistica” stia a indicare l'alta velocità Venezia-Trieste compresi 25 km di gallerie nel Carso, ma nessuna fermata nella Bassa, qualche binario in più e forse la Gemona-Sequals. Il Friuli usato per fare ferrovie, strade e ponti in funzione dell'economia altrui. Servitù di passaggio, come un tempo servitù militari! Per la “ricerca” ci sarà qualcosa di diverso dal saccheggio sistematico di quanto si fa in Friuli, visti i precedenti della Fiera dell'innovazione di Udine, del mancato polo della biochimica, della montagna, ecc. ecc.? Non una parola, da parte di Fedriga, di sostegno al settore primario, in particolare di quello friulano ed alla difesa della sua identità (di questi giorni il progetto di togliere l'autonomia del Consorzio agrario friulano da parte di Roma) non una parola di apprezzamento per il ruolo e per le necessità del sistema manifatturiero, non un cenno sulle diverse proposte di economisti e studiosi friulani in merito. Gentilissimo presidente Fedriga: servono idee condivise che riguardino tutto il sistema-regione e soprattutto quell'area che ne rappresenta un buon 80% che è il Friuli, non solo quelle di D'Agostino o dei soliti cultori degli sgravi fiscali per il porto giuliano!"

il presidente
dott. Paolo Fontanelli