L’uomo e la farfalla- Il climatologo Filippo Giorgi presenta il suo ultimo libro a Trieste

È in libreria da pochi giorni l'ultimo libro del climatologo Filippo Giorgi: L'uomo e la farfalla. 6 domande su cui riflettere per comprendere i cambiamenti climatici, FrancoAngeli. L'autore lo presenterà per la prima volta a Trieste il 3 aprile alle 18 all'Antico Caffè San Marco, dialogando con la giornalista Elisa Cozzarini. L'evento è organizzato dal Circolo Verdeazzurro LEGAMBIENTE Trieste. L'ingresso è libero.

Il testo affronta i cambiamenti climatici in maniera semplice, chiara ed esauriente, sulla base dei risultati della ricerca scientifica più avanzata. Il clima sta cambiando? Perché? Siamo noi a causare il riscaldamento del pianeta o stiamo assistendo ad un fenomeno naturale? Possiamo fare qualcosa per evitare la “crisi climatica” o abbiamo raggiunto il punto di non ritorno?

La narrazione ci accompagna in un viaggio che comincia con l’avvento dell’era dell’Antropocene, in cui le attività umane sono ormai in grado di modificare in maniera anche fondamentale il funzionamento del nostro pianeta. Rivisita concetti base sul comportamento del clima terrestre, come l’effetto serra ed il cosiddetto “effetto farfalla” di Lorenz, che rende il clima variabile e spesso imprevedibile. Ci mostra poi, basandosi su molteplici evidenze scientifiche, come il riscaldamento del pianeta sia ormai un fenomeno in atto e per la maggior parte dovuto ad attività umane; analizza infine il futuro del clima terrestre come descritto dai modelli climatici più avanzati.

Ma non è troppo tardi. Possiamo “gestire l’inevitabile ed evitare l’ingestibile”. E questo richiederà semplicemente un uso più razionale, equo ed efficiente delle risorse del pianeta. Tutti però dobbiamo impegnarci, la spinta deve venire dal basso, dalla società civile e soprattutto dalle nuove generazioni, per far sì che la storia non debba rimpiangere le scelte che faremo nei prossimi anni.

Filippo Giorgi è esperto di fama internazionale di modellistica climatica e di temi legati ai cambiamenti climatici. Ha lavorato a lungo nel National Center for Atmospheric Research (NCAR) di Boulder, nel Colorado. Nel 1998 si è trasferito all’International Centre for Theoretical Physics (ICTP) di Trieste, dove è il responsabile della sezione di Fisica della Terra. Ha contribuito alle attività dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che ha ottenuto il premio Nobel per la Pace nel 2007. Nel 2018 è stato insignito della medaglia Alexander von Humboldt dell’Unione Geofisica Europea per il suo contributo al progresso della scienza nei paesi in via di sviluppo. 

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