L’uso dei pagamenti ‘cash’, più scelta che per necessità

Nell’era del digitale e del commercio elettronico, nel nostro paese gran parte dei pagamenti avvengono ancora in contanti. E’ un paradosso (temporale) che condividiamo con altri paesi, anche dell’Europa.
gli estremi. Mentre nei Paesi Bassi il pagamento in contanti è una sorta di ricordo del passato, in altri non è affatto la norma. In generale l’Europa del Nord risulta molto digitale, l’unica importante eccezione è la Germania, dove 75% dei pagamenti sono effettuati in contanti. Da una ricerca della Banca Centrale di qualche anno fa emergeva che la maggior parte dei cittadini tedeschi ritiene che l'uso del contante permetta di esercitare un controllo maggiore sulla spesa. Eppure il nostro paese subisce indiscutibilmente il fascino della tecnologia: in Italia il numero delle carte di credito in circolazione ha superato quota 100 milioni, persino le carte contactless di ultima generazione hanno avuto un'ottima accoglienza: nel primo trimestre di quest'anno i pagamenti effettutati con questa tecnologia sono cresciuti del 360% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, e circolano circa 25 milioni di carte abilitate. Anche il mobile banking va benissimo: gli utenti attivi nel 2015 erano già 5,5 milioni, con una crescita del 15% sull'anno precedente. Bankitalia conferma: «Il fatto che nel Paese siano diffuse molte carte di credito, che la tecnologia sia all'avanguardia, che ci sia un numero di Pos più che sufficiente per i pagamenti elettronici, non si traduce automaticamente in una forte riduzione dell'uso del contante». Grazie alla crescente diffusione di pagamenti  alternativi alla banconota, oggi l’uso del contate rimane una scelta e sempre meno una necessità.