Il manifatturiero resta fondamentale gli strumenti per renderlo competitivo

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La manifattura resta al centro del nostro sistema produttivo, ma bisogna renderlo più “smart” e digital 4.0 per competere col resto del mondo. Dal governo gli imprenditori si aspettano più investimenti e una seria politica industriale. Questi i temi emersi oggi  nell’Assemblea annuale del Gruppo Giovani Imprenditori di Udine a palazzo Torriani. Tra i presenti, il presidente provinciale, Matteo Tonon, il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Udine, Davide Boeri e il presidente Nazionale Ggi, Marco Gay.
Tonon. «La manifattura è l’asse portante del nostro sistema produttivo. I dati Istat ci danno una fotografia di un sistema Italia che stenta a crescere. Le componenti positive del nostro sistema devono trovare nuove politiche a livello nazionale e regionale per fare un nuovo scatto di reni. Ecco quindi la necessità di trovare nuove forme di politiche industriali che mirino costantemente a guardare al mondo della produzione come volano per tutta l’economia ».
boeri. «Tema dell’incontro è la rivalutazione dell’industria manifatturiera come volano per la ripresa, cercando strategie comuni per recuperare competitività. Il tema della fabbrica intelligente dove innovazione e storia si incontrano, tra conoscenza, comunicazione, cultura e industria». Per quanto riguarda il dato relativo alla produzione industriale, Boeri ha aggiunto: «Ci stiamo impegnando affinchè il Pil ritorni a crescere. Le premessi ci sono, purtroppo l’Italia è rimasta indietro rispetto al resto dell’Europa e del Mondo a causa di una politica industriale praticamente assente». Riguardo al sostegno della politica industriale, Boeri ha fatto un bilancio contrastato di Rilancimpresa Fvg: «È uno strumento che ci aiuta, Confindustria ha avuto un ruolo determinante nella sua creazione. Quello che non ci aiuta è l’aspetto operativo: le richieste di contributo gestite col metodo “Click day” è inammissibile».   Sul fronte della formazione, infine, Boeri ha annunciato un progetto sperimentale dedicato ai giovani imprenditori. Si tratta di un master in collaborazione con l’Università di Udine, che valorizza le capacità tipiche di un leader-imprenditore.
gay. Nel suo intervento, il presidente nazionale dei giovani imprenditori ha confermato che i dati Istat sul Pil sono preoccupanti, ma ha aggiunto: «Le previsioni di crescita su base annua ci sono, ma parliamo dello zero virgola. Bisognerebbe parlare di strumenti di politica industriale, di investimenti che ci permettano di superare la crisi Brexit, la crisi industriale, lo stopo del mercato, ecc.». In Germania il settore manifatturiero si è evoluto, oggi è avanzatissimo. È chiaro che dobbiamo farlo anche noi». Per Gay la fabbrica 4.0 deve andare oltre alla semplice automazione: «Bisogna pensare a macchinari al servizio di chi lavora, per l’efficenza produttiva, la produzione “on demand”, applicare l’economia digitale al manifatturiero». In chiusura un riferimento a tasse e investimenti: le prime devono ridursi (a iniziare dall’Ires); i secondi non devono essere a pioggia, ma concentrati nei settori strategici».