Maxiemendamento alla manovra, previsto aumento ai fondi a tutela delle minoranze linguistiche

“L'aumento delle risorse dedicate alla tutela delle minoranze linguistiche storiche è un segnale di attenzione alle specificità dei territori e al pluralismo, oltre che un'inversione di tendenza rispetto all'atteggiamento del precedente Governo. Abbiamo un grande bisogno di garantire la pluralità delle voci e le nostre minoranze linguistiche sono un presidio delle differenze e quindi della democrazia”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc, evidenziando il comma del maxiemendamento che incrementa il Fondo nazionale per la tutela delle minoranze linguistiche istituito dalla Legge 482/99, destinato al finanziamento di progetti attuati dalle pubbliche Amministrazioni. L'incremento è di 250.000 euro per l'anno 2020, di 500.000 euro per l'anno 2021 e di 1.000.000 di euro per l'anno 2022. Per Rojc “i venti anni dall'approvazione della legge devono essere un'occasione per dare nuovo significato e impulso alle norme di tutela. Rimangono ancora da colmare lacune, proseguendo sulla strada segnata da pionieri che proprio dal Friuli Venezia Giulia - ha sottolineato la senatrice - hanno promosso una serie di iniziative che hanno permesso di giungere alla 482”. Dicoiamo però a commento della notizia che non è tutto oro ciò che luccica, se da un lato è certamente positiva l'attenzione economica al tema minoranze dall'altra resta l'annoso problema di come questi fondi sono stati e saranno spesi. In un passato recente vi sono state erogazioni imbarazzanti o meglio triangolazioni che  hanno consentito la pubblicazione di improbabili volumi che mai avrebbero trovato un editore disponibile o il finanziamento a progetti che sembrano cuciti addosso a che dovrà realizzarli. Senza entrare nello specifico si può dire che c'è chi, non certo o ad essere buoni non solo per amore della propria minoranza ma aiuto alla propria collocazione, su quei soldi mette gli occhi e spesso anche le mani. Ovviamente questo non vale solo per il tema minoranza, che intendiamoci è sacrosanto, ma anche per altre partite che non vanno laddove dovrebbero davvero andare.   Detto questo rimane la speranza che chi gestisce il denaro pubblico sia davvero capace di discriminare i progetti validi dalla boiate, i progetti reali da quelli fasulli. Noi siamo inguaribili ottimisti e ci crediamo, anche se spesso l'ottimismo diventa sinonimo di stupidità.