Mercatone Uno, oltre 10mila clienti avevano versato acconti per cucine e mobili, resteranno senza rimborso e senza arredi, in ballo 4,5 milioni

Sono 10500 circa i clienti di Mercatone Uno che avevano versato oltre 4,5 milioni di euro di acconti per cucine e arredamenti non riceveranno il rimborso né la merce richiesta. Di questi una parte anche in Fvg. La comunicazione è stata data dal curatore del fallimento della società Shernon Holding srl,  che controllava la catena imolese presente, come accennato,  anche in Fvg fino a maggio con i punti vendita di Reana del Rojale, Monfalcone e Sacile. Con una lettera a creditori e consumatori l’avvocato Marco Angelo Russo ha spiegato  e comunicato ai clienti che si è arrivati allo “scioglimento dal contratto per l’acquisto dei beni mobili concluso con Shernon Holding srl”. Tradotto in linguaggio comune  vuol dire avete perso tutto, un chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, che lascia l'amaro in bocca perchè è evidente che casi come questo sono  inaccettabili.  La mossa del curatore è stata decisa con l’autorizzazione degli organi della procedura. Adesso per i clienti  in teoria c’è la possibilità di insinuarsi nel passivo del fallimento per recuperare le somme versate, anche se, in quanto creditori chirografari, rischiano di avere poca soddisfazione da eventuali rimborsi senza contare le eventuali spese legali. Come spiega il presidente degli Avvocati dei consumatori, Domenico Arcuri, al Resto del Carlino, ai clienti non converrebbe seguire il percorso civilistico, quanto “fare un esposto in procura” perché “ci sono casi di persone che hanno versato acconti a pochi giorni dal fallimento, quando l’azienda non poteva non conoscere la situazione di dissesto”. Magra consolazione una eventuale azione penale.   Per il fallimento di Shernon Holding srl è indagato l’amministratore delegato Valdero Rigoni: l’accusa del procuratore aggiunto di Milano Riccardo Targetti e del pm Roberto Fontana è di bancarotta fraudolenta. Tre mesi prima del crac, era stata presentata una richiesta di concordato preventivo dopo le istanze di fallimento presentate da alcuni fornitori. Una richiesta dichiarata, però, inammissibile dal Tribunale fallimentare di Milano a causa dell’indebitamento. I giudici, infatti, hanno riscontrato per la Shernon un indebitamento complessivo di 90 milioni di euro maturato in nove mesi, con perdite gestionali fisse di 5-6 milioni al mese, unito “alla totale assenza di credito bancario e di fiducia da parte dei fornitori”. La crisi patrimoniale, economica e finanziaria che ha colpito la Shernon – spiega il curatore Russo – “non ha consentito alla società poi fallita di approvvigionarsi regolarmente della merce necessaria per evadere gli ordini via via ricevuti sicché, sulla scorta delle risultanze inventariali, è risultato impossibile darvi seguito”. C'è ancora  merce  custodita nei punti vendita di Mercatone Uno sparsi sul territorio nazionale, questa sarà venduta in due lotti il 19 dicembre: il primo da 2,2 milioni di euro, il secondo da 1,395 milioni. E per l’acquisto di quel che resta di Mercatone Uno ai nuovi amministratori sono arrivate 14 offerte, ma nessuna riguarda tutti i 55 negozi e i 1.700 dipendenti. Motivo per cui è stata prorogata la cassa integrazione fino a maggio. In sostanza andrà deciso se attuare la classica operazione spezzatino, quella dove i punti vendita in aree  commercialmente interessate troveranno un futuro assieme ad una parte dei lavopratoiri, per gli altri resta solo il baratro della disoccupazione