Mercatovecchio, l’Arengo cittadino “taglia la testa al toro”

Uno studio puntuale dello storico Albetro Travain dimostra la natura dell'antica strada, ovvero piazza per l'antico mercato e luogo d'incontro

«Mercatovecchio? Più che una via di attraversamento, è sempre stata un punto di incontro e di congiunzione, costruita attorno al nucleo centrale della città di Udine, ovvero il colle del Castello e in quest'ottica dunque l'idea di pedonalizzarla è perfettamente in linea con la sua concezione, che fu più di piazza che di strada». In sintesi è questo il parere dell'assemblea popolare dell'Arengo di Udine, espresso ieri al sindaco, Furio Honsell. Una ricerca storica e urbanistica puntuale e appositamente realizzata per tagliare, una volta e per tutte, la testa al toro sulla pavimentazione di via Mercatovecchio. Ad essere onesti, sono oltre 40 anni che la città discute sulla pedonalizzazione o meno dell'antico mercato cittadino. E' ora, però, di restituire alla strada il suo ruolo principe. Ci sbilanciamo in pareri personali sostenendo che quanto afferma l'Arengo cittadino, rappresentato da uno storico di liniaggio quale Alberto Travain, corrisponde a sacrosanta verità.
Regno dei battiferro e dei bottegai, via Mercatovecchio rappresentava il cuore della cittadella Trecentesca, che dal castello si sviluppava a spirale lungo il colle.

«Infatti - continua il rapporto dell'Arengo - la via, tracciata seguendo il perimetro della sede patriarcale, fa una specifica curva, ed era pensata quale luogo di incontro, a differenza della vera via di attraversamento, ovvero via Cividale sulla quale, non a caso, era stato realizzato il primo palazzo comunale. Come tale rientra nella struttura urbanistica delle tre piazze (Mercatovecchio, Matteotti, Zanon) generate dalla matrice morfologica del colle del Castello».
Insomma, Mercatovecchio, è non ci vuole un genio per capire che lo dice il nome stesso, ha rappresentato per secoli il cuore pulsante della città e della sua economia. Renderla pedonale recuperando "lo struscio" attraverso "le botteghe", e il piacere di bere un caffè come un tempo si faceva al vecchio Dorta, è una idea senz'altro intelligente. Anche per l'economia dei commercianti. Se poi un tempo fosse in sterrato o ciottoli ha poca importanza. Impolverarsi i piedi non è più auspicabile ma un'autoctona pietra piasentina è sicuramente meglio del porfido anni Cinquanta originario del Trentino Alto Adige.
«Anche la pavimentazione – hanno spiegato il procuratore Amerigo Cherici e il presidente Travain – facendo un parallelo con le piazze di Siena e Firenze, non è un semplice decoro ma fa parte dell'architettura dell'ambiente».
«È una ricerca molto interessante, - ha commentato il sindaco di fronte alla documentazione dell'Arengo - specie in questo momento in cui via Mercatovecchio è al centro delle cronache, e che ci conferma che con il nostro progetto di pedonalizzazione stiamo in fondo andando nella direzione indicata dalla stessa fondazione di Udine».
Nel corso dell'incontro, i componenti dell'assemblea hanno poi illustrato al sindaco altre due delibere, ovvero l'«Esortazione in ordine alla promozione di autonomie civiche articolate e partecipate anche attraverso una rigenerazione delle Circoscrizioni rionali, connessa al rinvigorimento dei comitati di quartiere preposti alla valorizzazione del territorio e con il sostegno ad un ampio ventaglio di opzioni partecipative», e l' «esortazione in ordine alla promozione dell'identità di una Udine "Nuova Aquileia''» che sottolinea «la centralità europea dell'antica metropoli aquileiese e in successione diretta quella della sua filiazione locale, con assunzioni di responsabilità conseguenti in materia di promozione».

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