Mercosur: Confimprenditori, a pagare saranno le PMI europee. “Tanto vale abolire il ministero del Made in Italy”
“L’accordo tra Unione Europea e Mercosur, così come è stato impostato, rischia di penalizzare in modo significativo le piccole e medie imprese europee e italiane. Ancora una volta si persegue una logica di apertura dei mercati senza una reale valutazione dell’impatto sulle filiere produttive più fragili. Le PMI si troveranno a competere con prodotti provenienti da Paesi che operano con costi di produzione più bassi e standard ambientali, sanitari e sociali profondamente diversi da quelli imposti alle imprese europee”.
Lo dichiara il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, commentando l’intesa commerciale rilanciata tra Bruxelles e i Paesi sudamericani.
“In questo quadro, a pagare il prezzo più alto saranno l’agricoltura, l’agroalimentare e molte filiere manifatturiere legate al territorio. Le grandi multinazionali potranno forse cogliere opportunità sui mercati esteri, ma per la maggioranza delle PMI italiane l’accordo rappresenta un rischio, non un vantaggio. Non si può continuare a chiedere alle imprese europee di rispettare regole sempre più stringenti in materia ambientale, fiscale e del lavoro e, allo stesso tempo, aprire il mercato a produzioni che non rispettano gli stessi criteri. È una distorsione della concorrenza che indebolisce il nostro sistema produttivo. Dopo l’automotive l’Europa si appresta a distruggere anche l’agroalimentare. A questo punto tanto vale abolire il ministero del Made in Italy”.




