Su migranti a Udine dal ministero numeri in libertà, l’affondo del consigliere Pittoni

«Basta prendere in giro i cittadini raccontando che la linea del ministero dell'Interno sarebbe che Udine non deve accogliere più di 300 migranti, quando per scelta politica l'amministrazione cittadina già gestisce numeri ben superiori di sua spontanea volontà e ci si appresta a trasferire sulla città anche i problemi di Gorizia! Ci fosse davvero la volontà di fermare l'invasione Regione e Comune, invece di limitarsi a chiedere il ritiro della gara in corso per altri 550 posti a Udine, si batterebbero per costringere il Governo ad azioni concrete per raffreddare i flussi». Lo afferma Mario Pittoni, presidente regionale della Lega Nord e capogruppo del Carroccio a palazzo D'Aronco. «In assenza (scontata) di risultati – spiega Pittoni – sulla riduzione dei numeri in città, sappiamo quale sarà la scusa del Pd: "tanti Comuni non vogliono fare la loro parte"; quando gran parte del territorio non è attrezzata per la cosiddetta “accoglienza diffusa”. E comunque non sta né in cielo né in terra che si voglia imporre insicurezza e disagio a ogni angolo della regione. Si solleciti invece Roma a intervenire sopprimendo, per esempio, il terzo livello di protezione che esiste solo in Italia e senza il quale si dimezzerebbero le persone che le amministrazioni locali sono obbligate ad assistere, dando finalmente un segnale che il nostro – conclude Pittoni – non è il Paese di Bengodi».

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