Minniti lascia la corsa alla segreteria e fra i renziani spunta anche il nome di Rosato

Dopo una riflessione sofferta, al fine di agevolare il percorso congressuale del Pd e con l'unico intento di favorire l'elezione di un segretario autorevole, Marco Minniti ha annunciato di ritirar la propria candidatura. Archiviata la pratica dell'ex ministro dell'Interno alle primarie del Pd per i renziani si pone la questione di come affrontare il congresso. L'orientamento sarebbe quello di avere un candidato alle primarie e in pole c'è il nome di Lorenzo Guerini ( che però non ama la "ribalta). In alternativa, potrebbe essere della partita Ettore Rosato, al quale la ribalta piace ma che come papa della riforma elettorale peggiore della storia avrebbe poche chance. In forte calo, invece, secondo fonti parlamentari le quotazioni di Teresa Bellanova. Ma si tratta di indiscrezioni mentre dalle parole postate su Facebook da Matteo Renzi questa mattina la situazione sembra più complessa perchè il suo confermato disinteresse sul congresso Pd non solo è confermato ma addirittura rafforzato da un passaggio preciso quando dice: “Da mesi non mi preoccupo della Ditta PD: mi preoccupo del Paese. Che è più importante anche del PD”.
Ma è interessante leggere l'intero post di Renzi che è arrivato evidentemente subito dopo la lettura dell'intervista rilasciata da Minniti a Repubblica nella quale l'ex ministro degli interni annunciava ufficialmente, dopo le indiscrezioni delle ultime ore, di lasciare la corsa per le primarie. appare del tutto evidente che si aprono scenari nuovi e che se la celta renziana sarà quella di staccare il cordone ombelicale che lo lega ancora al Partito democratico la candidatura degli, a quel punto ex renziani, diverrebbe debolissima, sempre che ovviamente non si tratti di scissione vera e propria. In ogni caso gli scenari alla fine si semplificherebbero e la creazione di un soggetto politico maggiorente inclusivo a sinistra si farebbe più concreta, mentre anche al "centro" si potrebbe creare una forza attrattiva per pezzi di Forza Italia consapevoli che la stella berlusconi non è più in grado di brillare luminosa come un tempo e che ritengono Salvini una alternativa pericolosa. Del resto che allo stesso Berlusconi Renzi stesse "simpatico"  è cosa risaputa, basterebbe che l'ex cavaliere avesse la lucidità di lasciare liberi i suoi per concludere "l'affare".  Dietrologie a parte torniamo alle parole di Renzi di questa mattina, che parlano meglio di ogni interpretazione e di cui  sottolineiamo col grassetto i passaggi più "pregnanti".  Scrive l'ex leader del PD: “Oggi i media parlano di nuovo delle divisioni del PD. E naturalmente c'è sempre qualche fonte anonima che dà la colpa a Renzi. Strano.   Mettiamo le cose in fila. Dopo le elezioni io mi sono dimesso. Ho spiegato in un lungo discorso all'Assemblea Nazionale ciò che secondo me ho sbagliato e ciò che abbiamo fatto bene. Ma mi sono assunto io la responsabilità per tutti.  Da quel momento ho fatto la mia battaglia da senatore dell'opposizione. Perché tale sono stato eletto non da qualche corrente ma dai cittadini del mio collegio.  Ho fatto una battaglia contro l'accordo con i Cinque Stelle, per i vaccini obbligatori, contro il taglio alle periferie, contro il condono fiscale e quello edilizio. Su queste vicende la mia voce è arrivata, forte e chiara.  Insieme a Padoan ho presentato una controproposta economica che dimezzerebbe lo spread e ridurrebbe le tasse. Ho riunito migliaia di persone alla Leopolda, chiedendo a tutti di non mollare.  Continuerò a farlo, ovunque. Da mesi non mi preoccupo della Ditta PD: mi preoccupo del Paese. Che è più importante anche del PD. Tutti i giorni ho fatto sentire la mia voce contro il Ministro Sciacallo, Salvini. E contro il Ministro Prestanome, Di Maio.  Non mi nascondo, io. Se devo fare una battaglia la faccio a viso aperto, io.  Ma proprio per questo ho detto ai miei amici: non farò mai il capo di una corrente. Faccio una battaglia sulle idee, non per due poltrone interne. Per me le correnti sono la rovina del PD. Le correnti potevano andar bene nei partiti del Novecento: nella DC o nel PCI. Oggi le correnti non elaborano idee ma proteggono gruppi dirigenti. E tutta la mia esperienza, fin dai tempi delle primarie da Sindaco, dimostra che io sono abituato a rischiare in prima persona, non a chiedere il permesso a qualcunoPer cui: chiedetemi tutto ma non di fare il piccolo burattinaio al congresso del PD. 
Chi vincerà avrà il mio rispetto. Quello stesso rispetto che non ho avuto quando - dopo aver vinto due volte col 70% - sono stato attaccato dal fuoco amico dal giorno dopo. Quello stesso rispetto che non ho avuto quando - vittima ancora oggi di una campagna social vergognosa - la mia famiglia è stata trascinata in un fiume di fango su cui pochissimi nel gruppo dirigente hanno avuto il coraggio di esporsi. Mentre esponenti dei servizi segreti tramavano contro di me per il tramite di mio padre, larga parte del gruppo dirigente discuteva del mio carattere. Eddai.  Stasera, alle 18, da Palazzo Giustiniani ne parliamo in diretta Facebook. Ma prima lasciatevi dire una cosa semplice, amici.  Io non mollo di un centimetro la mia battaglia contro i cialtroni che stanno mandando l'Italia in recessione. Ma non chiedetemi di stare dietro alle divisioni del PD perché non le capisco, non le condivido, non mi appartengono. Mi troverete sempre e per sempre dalla stessa parte: dalla parte di chi combatte per la politica e contro il populismo. Per la giustizia e contro il giustizialismo. Per la verità e contro le FakeNews”.

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